LA SPEZIA – “Il mare è la mia vita. Dopo questa esperienza, oggi più che mai so che voglio fare questo: imbarcarmi su una nave.“
Con queste parole piene di determinazione, Vanessa Muzio, studentessa della classe quinta dell’Istituto Nautico della Spezia, racconta la sua straordinaria esperienza vissuta a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci, nell’ambito di un progetto PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento).
Selezionata dalla sua scuola grazie agli ottimi risultati nella materia Scienze della Navigazione e al desiderio di mettersi alla prova, Vanessa ha avuto l’opportunità di trascorrere una settimana in navigazione sul veliero simbolo della Marina Militare. Si è imbarcata il 5 aprile scorso a Ortona, raggiunta dopo oltre sette ore di treno dalla Spezia. Ad accoglierla a Ortona c’era Filippo della STS Marine Group, che le ha presentato il gruppo di altri 13 studenti selezionati da istituti nautici di tutta Italia – dalla Sicilia alla Calabria, fino al Veneto – con cui avrebbe condiviso un’esperienza intensa, coinvolgente e profondamente formativa.

Dopo la preparazione iniziale (compresa la rimozione dei piercing, non ammessi a bordo), gli studenti si sono imbarcati nel primo pomeriggio e sono stati subito suddivisi in turni operativi insieme al personale di bordo. Le giornate erano scandite in sei turni da quattro ore ciascuno, tra guardie, attività in plancia e pulizie. Si dormiva poco, ma l’adrenalina e l’entusiasmo rendevano tutto più facile.
Tra i ricordi più vivi, Vanessa racconta con un sorriso della “pizza di mezzanotte”, preparata dai cuochi per chi era di turno tra mezzanotte e le quattro. Un momento semplice ma prezioso, che racconta bene lo spirito di condivisione vissuto a bordo. “Era come stare in una grande famiglia – dice –. I gradi c’erano, certo, ma non impedivano il rispetto reciproco e l’affiatamento del gruppo.”
Alla domanda su cosa abbia imparato che a scuola non si insegna, Vanessa risponde senza esitazioni: “A lucidare gli ottoni, maniacalmente, alla perfezione!”. Ma anche e soprattutto il valore dell’impegno e della determinazione, che si concretizzavano, ad esempio, nel rispetto rigoroso dei turni: “Solo così la nave può funzionare come una macchina perfetta.”
L’esperienza più emozionante a bordo? L’ormeggio e il disormeggio nel porto di Durazzo, in Albania, incorniciati da quello che per Vanessa è stato il panorama più suggestivo e affascinante dell’intera navigazione.

Ora Vanessa guarda al futuro con una rinnovata conferma della rotta che desidera seguire, un amore per il mare che le è stato trasmesso fin da piccola dal padre. Tenterà l’ingresso all’Accademia della Marina Militare e, in alternativa, a quella della Marina Mercantile, con un unico obiettivo: tornare a navigare. “Vorrei che tutti gli studenti del Nautico potessero vivere un’esperienza così intensa e formativa.
Ringrazio la mia scuola, l’equipaggio della Vespucci e il Propeller Club della Spezia e Marina di Carrara che ha sostenuto le spese di vitto e trasporto, per avermi permesso di realizzare questo sogno.”
Una testimonianza che racconta non solo il fascino del mare, ma anche il valore delle esperienze concrete per orientare davvero il futuro dei giovani.




