Roma – È stata depositato al TAR del Lazio il ricorso con istanza cautelare avverso il Ministero Infrastrutture e Trasporti e il Ministero Economia Finanze, del Decreto 170 del 24 luglio 2026, sull’ aggiornamento delle tariffe per i servizi delle Capitanerie di porto per le attività autorizzative e di controllo a istituti, enti o società di addestramento dei lavoratori marittimi.
Tale istanza patrocinata dallo Studio Legale dei Prof.ri Avv.ti Esposito e Di Lieto è stata avanzata dalle due Associazioni rappresentative dei soggetti interessati, ANIFORMAR e CONFORMAR e da 15 Centri di Addestramento associati. Il nuovo regime tariffario imposto agli Enti assoggettati viene a gravarli di ulteriori sei nuove voci imponibili con incrementi tariffari che vanno dal 7,6% fino addirittura al 149,3%.
Tale nuovo regime tariffario, introdotto senza alcun confronto preventivo, oltre ad aggravare i Centri sul piano amministrativo-gestionale, introduce un’imposizione tariffaria marcatamente regressiva che pesa in maniera insostenibile soprattutto sui Centri di medie e piccole dimensioni. Per tali Centri i nuovi oneri eccedono l’intero margine operativo, mettendone seriamente a rischio la stessa prosecuzione delle attività, con gravi riflessi sull’occupazione del personale addetto.
Ma il pregiudizio non riguarda solo i Centri ricorrenti, poiché si estende anche su tutti i lavoratori marittimi. Infatti i certificati di addestramento STCW sono obbligatori e devono essere conseguiti e periodicamente rinnovati presso i Centri autorizzati a spese del marittimo o della società armatrice, e sui quali si ribalta in maniera significativa la nuova imposizione tariffaria, raddoppiando in molti casi il costo delle prestazioni.
Allo stesso modo, la prevedibile riduzione dei Centri o quanto meno la minore disponibilità di sessioni addestrative e di esame – specie nelle aree periferiche e insulari – dilaterà necessariamente i tempi per conseguire e rinnovare le certificazioni, con il rischio concreto di mancati imbarchi e perdita di lavoro e di retribuzione. Analogo danno si rifletterebbe anche sulle compagnie armatoriali che avranno difficoltà a reclutare il personale marittimo certificato secondo i loro tempi operativi.
In sintesi tale nuovo regime tariffario oltre a produrre, se permanesse, i danni sopra elencati, appare arbitrario e marcatamente illegittimo soprattutto per violazione e falsa applicazione dei principi di proporzionalità, predeterminazione e prevedibilità della prestazione patrimoniale, eccesso di potere per irragionevole standardizzazione, sproporzione, reiterazione e duplicazione degli oneri imposti.
ANIFORMAR e CONFORMAR, nell’interesse dei loro associati, ma soprattutto a tutela dei lavoratori marittimi che sono i destinatari del loro servizio formativo/addestrativo, con questo ricorso vogliono denunciare una imposizione insostenibile e, a loro avviso, illegittima e un ulteriore appesantimento burocratico. Nel contempo auspicano una maggiore attenzione politica sull’intero sistema della formazione marittima che rappresenta, in questa fase di profonda trasformazione tecnologica del settore, un asse strategico per garantire la sicurezza della navigazione.
Il TAR del Lazio ha già fissato l’udienza relativa alla richiesta urgente di istanza cautelare per il prossimo 3 novembre.




