CINQUE TERRE – Il Parco Nazionale delle Cinque Terre procederà a un intervento di riforestazione marina di Posidonia oceanica.
L’intervento è finanziato con 286 mila euro dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito del programma “Aree Marine Protette per il Clima” 2025. Il progetto punta al recupero di 300 metri quadrati di prateria in regressione, habitat strategico per gli ecosistemi costieri e per l’assorbimento di CO2.
Come è noto le praterie di Posidonia rappresentano infatti uno dei principali serbatoi naturali di carbonio del Mediterraneo e contribuiscono alla stabilizzazione dei fondali e alla protezione delle coste.
L’intervento prevede il confronto tra due tecniche:
1 – trapianto su biostuoie biodegradabili;
2 -impianto di giovani piante ottenute da seme.
Centrale il ruolo del laboratorio Algaelab del Parco dedicato alla coltivazione in ambiente controllato di alghe e fanerogame marine, poi reintrodotte in mare. Tra le soluzioni più innovative, la germinazione in laboratorio dei semi raccolti in mare e il trapianto delle plantule su supporti naturali per migliorare l’attecchimento e ridurre l’impatto sugli habitat esistenti.
In altre parole e in particolare, una delle tecniche più innovative prevede l’utilizzo di semi di Posidonia raccolti in mare e fatti germinare in laboratorio fino allo sviluppo delle prime plantule. Queste giovani piante verranno poi trapiantate sui fondali tramite supporti naturali, favorendo un attecchimento più stabile e naturale rispetto ai metodi tradizionali. Da questo approccio si attende di aumentare le probabilità di successo del ripristino e di ridurre l’impatto sugli ecosistemi esistenti, evitando il prelievo diretto da praterie sane e contribuendo a una riforestazione più sostenibile nel lungo periodo.





