LA SPEZIA – Questa mattina, la Giunta Peracchini ha approvato, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Pietro Antonio Cimino, il Documento di indirizzo alla progettazione per gli interventi di mitigazione del rischio idraulico del Torrente Nuova Dorgia.
L’obiettivo del progetto è ridurre in modo significativo il rischio di allagamenti in una delle aree più urbanizzate della città, nel quadrante compreso tra via Buonviaggio, via Dorgia, via Aurelia e la linea ferroviaria.
Nello specifico, il rischio di allagamenti è dovuto alla ridotta capacità di alcuni tratti coperti del torrente e degli attraversamenti esistenti di far defluire l’acqua durante le piene.
In occasione di eventi meteorologici intensi, la tombinatura della Nuova Dorgia può andare in pressione, causando l’innalzamento del livello dell’acqua, con fenomeni di rigurgito ed esondazioni nelle aree circostanti.
Analogamente la stessa criticità è stata riscontrata nel tratto terminale del Fosso Buonviaggio, dove l’attuale configurazione ostacola il corretto deflusso verso la confluenza con il Torrente Nuova Dorgia.
La soluzione individuata dal progetto prevede la riapertura a cielo aperto di circa 150 metri del tratto finale del torrente, oggi tombinato. Rimarrà invece coperto il tratto di circa 100 metri che si sviluppa in corrispondenza dell’attuale infrastruttura stradale, sul quale saranno effettuate tutte le necessarie verifiche strutturali e idrauliche.
Nel segmento riportato a cielo aperto sarà ampliata la sezione di deflusso attraverso la realizzazione e l’adeguamento delle opere di sponda e di fondo, oltre all’inserimento di specifiche protezioni contro fenomeni erosivi e di scalzamento.
È inoltre prevista la realizzazione di argini per limitare l’espansione delle piene e proteggere le zone abitate dal rischio di allagamento.
Successivamente si procederà all’adeguamento idraulico del tratto terminale tombinato del Fosso Buonviaggio, al fine di limitare il rischio che le portate provenienti dai due corsi d’acqua possano sommarsi nelle aree circostanti.
Ulteriori interventi interesseranno i settori più a valle, dove saranno valutate opere di riprofilatura dell’alveo, consolidamento delle sponde, rimozione dei materiali accumulati e adeguamento dei manufatti che ostacolano il regolare deflusso delle acque.
Il costo stimato dell’intervento è di circa 3 milioni di euro, di cui un milione destinato alle opere idrauliche e due milioni alle opere strutturali.





