Traghetti della Cin: 40 sotto inchiesta per frode, falso e corruzione, gli interrogatori

Genova – Cominceranno mercoledì davanti alla Gip Silvia Carpanini gli interrogatori dei 13 indagati tra ufficiali della Capitaneria di porto e dipendenti della società marittima Cin-Tirrenia.

Per esse il Pm Walter Cotugno ha chiesto la misura cautelare per frode, falso e corruzione nell’inchiesta che ha portato al sequestro di tre traghetti della Cin. Come si ricorderà l’inchiesta era partita nel 2023 da un’ipotesi di frode nelle pubbliche forniture in relazione a parte dei fondi che Cin ha ottenuto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per garantire la continuità territoriale con i propri traghetti sulla linea Genova-Porto Torres.

Secondo l’accusa le navi della società, che era stata acquisita dalla Cin della famiglia Onorato nel 2015, non avevano i requisiti fissati dalla normativa internazionale in materia ambientale: componenti dei motori principali e dei diesel generatori di corrente sarebbero stati manomessi o sostituiti con pezzi di ricambio non originali e, quindi, non conformi alle norme, che sarebbero state aggirate con attestazioni fasulle sui registri o con la contraffazione dei segni di autenticazione delle autorità pubbliche. 

La compagnia di navigazione avrebbe evitato il fermo delle navi fino a quando le irregolarità sono emerse un anno dopo di che la compagnia ha sanato la situazione. I traghetti sequestrati possono infatti navigare perché in regola con le normative ma l’azienda non può disporne commercialmente.

Le richieste fatte dal Pm alla gip sono di due arresti domiciliari e di undici di misure interdittive con contestazioni che riguardano il falso ma anche la corruzione perché i militari del nucleo di polizia economica e finanziaria e la stessa guardia costiera hanno scoperto che ai funzionari compiacenti sarebbero stati regalati i biglietti per viaggi in Sardegna o in Sicilia.

In tutto sono dunque quaranta, tra i quali due magistrati (per i quali il Pm ha già trasmetto gli atti alla Procura di Torino per competenza), appartenenti alle forze dell’ordine e funzionari di prefetture, ad essere indagati nell’ambito di un nuovo filone dell’inchiesta della procura di Genova sulla Tirrenia-Compagnia italiana di navigazione. La procura ipotizza il reato di corruzione in quanto i funzionari avrebbero viaggiato a bordo delle navi della compagnia gratis con carte “gold” fornite dalla società.

Da ricordare infine che le richieste fatte dal Pm alla Gip in base alla nuova legge sulla custodia cautelare prevedono che l’interrogatorio preceda l’emissione del provvedimento.

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