Tra La Spezia e Marina di Carrara e Nord Africa non solo interscambi ma anche investimenti

LA SPEZIA – “Il nostro scopo è quello di creare una comunità in cui tutti possano parlare è il nostro scopo. E alla fine di questi tre giorni sapremo molto di più l’uno dell’altro, non solo dal punto di vista lavorativo ma anche da quello interpersonale. E questo è il miglior punto di partenza.”

Queste le parole di Gian Luca Agostinelli, presiedente del Propeller Club La Spezia e Marina di Carrara nel suo discorso in inglese alla seconda edizione di A Bridge to Africa chiamato a esplorare le relazioni tra Italia di Paesi partner, nella logistica e nell’imprenditoria.

Organizzato da The International Propeller Club Port of La Spezia and Marina di Carrara e Clickutility e promosso dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale, A Bridge to Africa è fortemente sostenuto dalle più importanti aziende del Porto della Spezia e di Marina di Carrara, l’evento è iniziato ieri in Confindustria ed è proseguito oggi per concludersi domani nell’Auditorium Giorgio Bucchioni, con l’obiettivo di sviluppare gli scambi commerciali tra Italia e Africa già esistenti (il valore dell’export è di 60 miliardi l’anno) ma anche di orientare le imprese industriali interessate a quei mercati.

Non sfugge l’importanza dei Paesi del Nord Africa per l’importazione di energia visto che come è noto l’Algeria ci fornisce un terzo del gas naturale e la Libia è il nostro principale fornitore di petrolio.

E sull’importante e storico ruolo dei porti della Spezia e di Marina di Carrara è arrivato puntuale Bruno Pisano, presidente Adsp del Mar Ligure Orientale, nel ricordare come “già dagli anni Ottanta i traffici più importanti erano diretti al Nord Africa, pur richiamando al fatto che oggi la realtà é molto più complessa per il maggior numero di attori che partecipano all’evento logistico, in cui lo strumento digitale è particolarmente importante. Le visite organizzate che abbiamo organizzato – ha osservato – permettono ai nostri ospiti di comprendere l’efficienza dei nostri porti e del nostro retroporto. I rapporti tra Italia e Africa rappresentano una sicurezza in un momento storico come questo”.

Dopo l’evento introduttivo di ieri pomeriggio in Confindustria e i primi meeting privati, questa mattina il convegno di apertura dei lavori ospitato all’auditorium Bucchioni per orientarsi in un sistema, quello degli interscambi commerciali tra Italia e Africa, che vale 60 miliardi di euro all’anno con un export composto soprattutto da macchinari industriali e un import focalizzato sull’energia. Tema reso quantomai attuale dall’avventura trumpiana nel Golfo Persico, che tocca il Belpaese soprattutto a livello di shock dei prezzi più che sulla sicurezza dell’approvvigionamento vero e proprio. Questo proprio grazie ai rapporti con i vicini nordafricani. Per intendersi, dall’Algeria arriva oltre un terzo del gas naturale importato dall’Italia e la Libia è il principale fornitore di petrolio.

Ed ecco che Bruno Pisano, presidente Adsp del Mar Ligure Orientale, ricorda come “già dagli anni Ottanta i traffici più importanti che legavano questo porto erano diretti al Nord Africa. Oggi la realtà é molto più complessa per il maggior numero di attori che partecipano all’evento logistico, in cui lo strumento digitale è particolarmente importante. Le visite organizzate che abbiamo organizzato permettono ai nostri ospiti di comprendere l’efficienza dei nostri porti e del nostro retroporto. I rapporti tra Italia e Africa rappresentano una sicurezza in un momento storico come questo“.

A dieci anni costituzione dell’Adsp del Mar Ligure Orientale, il complesso portuale e logistico della Spezia insieme a Marina di Carrara, si è costruito un “felice connubio che ha permesso la specializzazione di entrambi gli scali, che sono usciti più forti”. Consolidati i traffici con il Nord Africa, in crescita da cinquant’anni alla Spezia e primo flusso internazionale per Carrara. “Non abbiamo solo terminalisti che ricevono flussi dall’Africa, ma anche investimenti di Contship, MDC e Tarros. Questo ponte non è più solo tra porti, ma si deve allargare ai mercati di riferimento degli scali: Triveneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. La zls di recente istituzione è uno strumento formidabile da supportare “.

Gli ha fatto immediata eco il Sindaco Pierluigi Peracchini quando ha assicurato che “La Spezia vuole giocare anche la carta della zona logistica semplificata negli scambi con l’Africa, a cui siamo uniti da un mare che rimane un’opportunità. Noi qua alla Spezia scegliamo di guardare a sud nel contesto di un mondo in cui i rapporti non torneranno più quelli che erano solo fino a poco tempo fa”.

E il presidente di Confindustria La Spezia Alessandro Laghezza. ha chiuso il cerchio di questo panel sottoneando che “il sistema della Spezia ha tutte le in regola per fornire un grande e concreto contributo ai rapporti mediterranei”.

(1 -continua)

 

 

 

 

 

 

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