Tempi di pagamento autotrasporto, gli esiti delle segnalazioni fatte all’Albo

LA SPEZIA – Il comitato centrale per l’Albo degli autotrasportatori ha reso noti i numeri delle comunicazioni ricevute per i ritardi nei tempi di pagamento.

Che, si ricorda, sono possibili grazie al decreto n.73 del maggio 2025 che ha rafforzato la normativa sul rispetto degli stessi. Il decreto ribadisce che il pagamento del corrispettivo deve essere effettuato entro 60 giorni dall’emissione della fattura e introduce, nel caso in cui ciò non avvenga, l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) d’ufficio, o direttamente o tramite l’Albo dell’autotrasporto.

“Purtroppo, l’analisi dell’attività istruttoria resa pubblica rivela uno scenario che merita una riflessione profonda: in un anno sono pervenute solo sei segnalazioni ma, ciò non significa che il mercato sia diventato improvvisamente sano – spiega la responsabile sindacale di CNA Fita La Spezia Giuliana Vatteroni -. Riteniamo che le poche segnalazioni siano un sintomo di diffidenza ancora radicata nelle imprese di autotrasporto che, spesso, temono ritorsioni commerciali e, dunque, di perdere commesse vitali in caso di esposizione diretta. L’indagine mette in luce gli effetti immediati sulla committenza a seguito dell’intervento dell’Antitrust: attraverso lettere di monito e richieste formali di informazioni l’AGCM ha, infatti, indotto le imprese committenti a una regolarizzazione istantanea dei ritardati pagamenti. Ci appelliamo alle imprese affinché superino le paure e denuncino situazioni di ripetute e costanti anomalie nel rispetto dei tempi di pagamento dei servizi effettuati e lo facciamo tramite l’Albo perché questo opera come intermediario istituzionale per “schermare” l’impresa di autotrasporto che effettua la segnalazione”.

CNA Fita La Spezia è a disposizione delle imprese per assisterle nella verifica della sussistenza dei presupposti e nella compilazione dei modelli di segnalazione, verificando la sussistenza dei requisiti della domanda e contribuendo a garantire il successo dell’iniziativa.

Ricordiamo, infine, il quadro sanzionatorio e l’effetto deterrenza che si intende perseguire che mira a colpire l’abuso di dipendenza economica, ovvero lo squilibrio eccessivo nei rapporti commerciali tra committente e vettore.

A tal proposito, l’AGCM dispone, infatti, di poteri coercitivi senza precedenti per il settore: in caso di accertato abuso, vengono emesse diffide vincolanti e nei casi più gravi, la sanzione pecuniaria può raggiungere il 10% del fatturato annuo dell’impresa committente.

“Il rischio reputazionale e il peso economico della sanzione fungono da incentivo affinché il committente regolarizzi le pendenze già nella fase preliminare di istruttoria -. Conclude la responsabile sindacale di CNA Fita La Spezia Giuliana Vatteroni -. Il nostro è un appello a non subire passivamente perché ogni segnalazione è un mattone per la costruzione di un mercato più equo. Insieme possiamo debellare le radici della scorrettezza nel settore”.

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