Spezzini sollecitati dall’evento su Intelligenza artificiale e futuro dell’umano:

LA SPEZIA – Grande partecipazione ieri pomeriggio alla Sala della Provincia della Spezia per la tavola rotonda “Intelligenza artificiale, lavoro, relazioni e comunicazione: quale futuro per l’umano?”, organizzata da Confartigianato La Spezia nell’ambito delle celebrazioni per l’80° anniversario dalla fondazione dell’Associazione.

Un pubblico numeroso, composto da imprenditori, professionisti, studenti, rappresentanti delle istituzioni e cittadini, ha partecipato all’iniziativa, confermando il forte interesse verso un tema destinato a incidere profondamente sul mondo del lavoro, dell’impresa, della comunicazione e delle relazioni sociali.

Ad aprire l’incontro è stato Nicola Carozza, giornalista e vicedirettore di Confartigianato La Spezia, che ha ringraziato i relatori e il pubblico presente. Nell’introdurre il tema della tavola rotonda ha posto alcune domande al centro del confronto: come cambieranno il lavoro, le imprese e il ruolo dei corpi intermedi nell’era dell’intelligenza artificiale? Quali scenari si prospettano per l’essere umano in una società sempre più caratterizzata dall’innovazione tecnologica? Carozza ha inoltre richiamato la recente enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, come spunto di riflessione sul rapporto tra progresso tecnologico e centralità della persona.

A seguire Manrico Parma ha portato i saluti del presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria, Tommaso Fregatti, sottolineando il valore dell’iniziativa e l’importanza di promuovere un confronto qualificato sulle trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta producendo nel mondo dell’informazione, della comunicazione e nella società.

È quindi intervenuto il presidente di Confartigianato La Spezia, Paolo Figoli, che ha ribadito il ruolo dell’Associazione nell’accompagnare le imprese nelle trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali. «Celebrare gli ottant’anni di Confartigianato significa valorizzare il percorso compiuto, ma anche interrogarsi sulle sfide che ci attendono, offrendo occasioni di confronto su temi che incidono concretamente sul futuro delle imprese e delle persone», ha sottolineato.

Protagonista del confronto è stato Mauro Magatti, professore ordinario di Sociologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha proposto una lettura della profonda trasformazione che sta attraversando la società contemporanea, evidenziando come il paradigma della “società liquida” elaborato da Zygmunt Bauman non sia più sufficiente a descrivere il tempo presente.

Richiamando la metafora delle “macchine celibi”, al centro del volume Macchine celibi. Meccanizzare l’umano o umanizzare il mondo?, scritto con Chiara Giaccardi, Magatti ha descritto un mondo sempre più complesso, nel quale le “cornici” culturali, sociali e istituzionali che per lungo tempo hanno garantito coesione e orientamento risultano oggi indebolite e delegittimate.

Siamo sempre più interconnessi ma, allo stesso tempo, più frammentati: una condizione che il sociologo ha definito una vera e propria “policrisi”, nella quale diverse crisi – economiche, sociali, ambientali, geopolitiche e culturali – si intrecciano alimentando un diffuso senso di smarrimento. Anche la deprivazione economica, ha osservato Magatti, non produce più automaticamente conflitto sociale o processi di cambiamento, ma spesso genera rassegnazione e la convinzione che non vi siano alternative possibili.

Secondo il sociologo, i tradizionali corpi intermedi, i partiti e le istituzioni religiose faticano sempre più a rappresentare e mediare gli interessi della società, mentre la globalizzazione ha favorito una forma di integrazione prevalentemente funzionale, basata su mercato, finanza e tecnologia, a discapito della dimensione sociale e culturale.

In questo scenario l’intelligenza artificiale rappresenta una sfida decisiva: senza una nuova elaborazione culturale e una rinnovata matrice di senso, l’umanità rischia di essere fagocitata dagli strumenti che essa stessa ha creato. La prospettiva indicata da Magatti non è però il rifiuto della tecnologia, ma la sua umanizzazione attraverso la valorizzazione di ciò che rende unico l’essere umano: la capacità creativa, la poiesis, il saper fare artigiano, la poesia e la costruzione di relazioni autentiche.

Al termine dell’intervento si è aperto un ricco e partecipato dibattito con il pubblico, che ha visto l’intervento del prof. Giorgio di Sacco Rolla per la sezione locale della Società Filosofica Italiana e numerose domande e interventi sui temi affrontati durante la serata, a testimonianza del grande interesse suscitato dall’iniziativa.

A trarre le conclusioni della tavola rotonda è stato Marco Casarino, segretario generale della Camera di Commercio Riviere di Liguria, che si è complimentato con Mauro Magatti per i numerosi stimoli e spunti di riflessione emersi dal suo intervento. Casarino ha inoltre ringraziato Confartigianato La Spezia per aver scelto di portare al centro del dibattito cittadino un tema di così grande attualità, proprio nell’ambito delle celebrazioni per gli ottant’anni dalla fondazione dell’Associazione.

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di dialogo tra il mondo delle imprese, della cultura e delle istituzioni, confermando la volontà di Confartigianato La Spezia di promuovere momenti di approfondimento sui grandi temi che interessano il futuro del territorio e delle imprese.

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