Sì del Senato al Ddl sulla valorizzazione della risorsa mare, il commento di Musumeci

Roma – “Con il Ddl appena approvato a maggioranza dal Senato (senza alcun voto contrario) si dà finalmente soluzione ad alcune rilevanti esigenze dell’imprenditoria, della ricerca e dell’associazionismo legati alla Economia del mare.

In particolare, si autorizza l’istituzione della “zona contigua”, si regolano varie tematiche riguardanti il turismo subacqueo e si apportano rilevanti modifiche al Codice della Nautica da diporto e della Navigazione. Si introducono inoltre apposite misure in materia scolastica, sanitaria, culturale, di ricerca, pesca e ambiente. È il risultato di un lavoro di serio confronto tra maggioranza e opposizione, con l’attenta regia della relatrice Simona Petrucci. A tutti va il mio ringraziamento”.

Lo ha affermato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, a margine dell’approvazione in prima lettura al Senato del disegno di legge sulla valorizzazione della risorsa mare.

Il DDl sulla valorizzazione della risorsa mare, approvato in prima lettura dal Senato il 25 marzo 2026 ed ora trasmesso alla Camera con il numero AC. 2855, dovrebbe essere assegnato nei prossimi giorni ad una delle Commissioni competenti (presumibilmente la X – Attività produttive o l’VIII – Ambiente e territorio). Interessante notare che con questo provvedimento, per la prima volta, entrano nella legislazione nazionale le nuove tecnologie per il monitoraggio subacqueo senza fili. L’articolo 10 del ddl, immersione subacquea, prevede che “al fine di migliorare la sicurezza delle attività subacquee a scopo ricreativo e addestrativo, possono essere utilizzati sistemi di comunicazione e monitoraggio subacqueo, anche wireless”, conformemente alle norme in materia di tutela ambientale. Altri due articoli, (Art.8, ambito di applicazione e finalità della legge, e Art.14, zone di interesse turistico subacqueo), promuovono “l’adozione e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative, coerenti con gli indirizzi nazionali in materia di sicurezza, tutela ambientale e valorizzazione sostenibile della risorsa mare” e che dai “centri di immersione e di addestramento subacqueo possono essere utilizzati strumenti digitali avanzati”.

Già la legge 26 gennaio 2026, n. 9, disposizioni in materia di sicurezza delle attività subacquee, all’art. 6 prevede che la costituenda Agenzia per la sicurezza subacquea “può prescrivere, per ragioni di interesse pubblico, l’installazione su infrastrutture e mezzi che afferiscono alla dimensione subacquea di apparati, strumenti di misura e sensori, con riferimento alle migliori tecnologie disponibili, per il monitoraggio sismico, ambientale e di sicurezza, la rilevazione di eventuali minacce nonché la condivisione di dati e informazioni in tal modo acquisiti”.

Grazie all’impegno nel settore delle comunicazioni subacquee senza fili di Leonardo, Fincantieri, Saipem e aziende deep tech come WSense, ma soprattutto della Difesa con il Polo nazionale della subacquea, l’Italia è considerata all’avanguardia nel settore. Estese reti di comunicazione sottomarine senza fili permettono, tra l’altro, il pilotaggio dalla superficie di droni sia per la difesa che per la sorveglianza delle infrastrutture industriali posate sui fondali.

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