Conferenza ad Atene sull’economia blu: la componente marittima ne è la chiave

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Atene – Il 19 e 20 febbraio, ad Atene, oltre 250 delegati hanno partecipato alla seconda Conferenza delle parti interessate dell’UpM sull’economia blu sostenibile.

Funzionari pubblici e privati, nonché i principali attori della società civile, hanno discusso dei progressi compiuti finora e delle prossime tappe per l’attuazione dei 10 settori prioritari di cooperazione approvati dai 43 Stati membri dell’UpM nella dichiarazione ministeriale dell’UpM del 2021 sull’economia blu sostenibile.

 Laurence Martin, Segretario generale, della Federazione del Mare, nel corso del panel “Sustainable food from the Sea – Sustainable fisheries and aquaculture” ha affermato che l’Ue sta mostrando segnali positivi in termini di piena percezione della portata della sfida riconoscendo l’IMO, che riunisce 175 Stati membri, 3 Associati e 66 Organizzazioni intergovernative, come la sede di governance più adatta per affrontare il problema; adottando l’approccio globale, collaborativo e trans-settoriale, come giusto atteggiamento per coinvolgere il più ampio ecosistema possibile di stakeholder; riconoscendo la “competitività” dell’industria marittima come componente chiave di questa dinamica; indicando gli obiettivi per il 2040 in termini di riduzione delle emissioni; stabilendo lo sviluppo di tecnologie per i combustibili come priorità assoluta nell’ambito del Net Zero Technology Act, e con la concessione di importanti progetti dell’ European Maritime, Fisheries and Aquaculture Fund (EMFAF) per il settore, come il GREEN MARINE MED e il POWER4MED.

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