LE GRAZIE – E’ stato ospitato nel Cantiere della Memoria delle Grazie l’emozionante incontro tra Angiolo Beconcini, fondatore dell’omonimo cantiere con il fratello e il cugino, e le sue ex-maestranze per donare loro il libro che lui scritto sulla storia dei Cantieri spezzini che ebbero un successo mondiale.
Un viaggio nel tempo per ricordare e soprattutto per risaldare un’amicizia profonda. Questo il significato profondo andata ben oltre la presentazione davanti a una speciale platea di invitati: le ex maestranze del cantiere fondato da Giancarlo, Gianfranco e Angiolo.
È stato Angiolo a lanciarsi nell’operazione editoriale dedicata al fratello e al cugino, soci e ai suoi ‘vecchi ragazzi’ come gli ha chiamati ricostruendo l’avventura imprenditoriale e umana che li vide compartecipi, fino a 20 anni fa, nella costruzione di yacht e nel restauro di numerose barche d’epoca, che ancora solcano i mari.
La rimpatriata, realizzata col concorso del Cantiere della Memoria, dopo il brindisi nella sede della società sportiva Forza e Coraggio, si è chiusa con una visita al museo nel porto antico delle Grazie per la proiezione del filmato con le immagini tratte dal libro, scritto per raccogliere gli appunti di una vita, pensieri, immagini e documenti, passioni condivise in 45 anni intensi mentre si costruiva il successo planetario dei Cantieri Beconcini, grazie ai tre fondatori e a tutte le maestranze, un concentrato di mani sapienti che conoscevano e conoscono tutti i segreti del legno.
“E’ davvero unico nel panorama nazionale vedere insieme così tante persone con questa sapienza alle spalle e che ancora continuano a trasmettere questi valori. – ha sottolineato Corrado Ricci, che ha affiancato Angiolo Beconcini nella realizzazione dell’evento – Lo dico come cultore di queste tradizioni, che cerco di tenere vive attraverso il Cantiere della Memoria, un piccolo luogo dove è possibile visitare un allestimento di attrezzi dei maestri d’ascia, raccolti negli anni presso amici e parenti, che raccontano anche di questo vostro ingegno. Un libro fondamentale per la vita di tutti voi e per i vostri nipoti, che potranno sapere quale è stata la storia di questo Golfo che si fregia del titolo di Capitale della Nautica ce forse non sarebbe così se , ma penso che se non ci fossero stati i Cantieri Beconcini a depositare e coltivare il primo seme con l’ intraprendenza di chi ha saputo cogliere un mercato e inseguire il boom dagli anni ’60, che ha aperto lo scenario in Italia dello sviluppo della nautica, e che ha trovato nel nostro Golfo un luogo ideale per crescere”.
Non è a caso ovviamente che Angiolo ha scelto Le Grazie ritenendolo “un contesto ideale per presentare il libro e per ricreare qui la famiglia, quella dei dipendenti, degli amici, perché siamo anche degli amici, ci diamo del tu, siamo cresciuti insieme”. Le Grazie, con il suo porto antico, vocato all’ospitalità delle barche d’epoca, può essere considerata infatti una vetrina dove viene restituito il lavoro svolto dalle mani sapienti dei maestri d’ascia.
E sono state tante le testimonianze, tra orgoglio e nostalgia, come quella di Francesco Buttà, entrato nei Cantieri Beconcini quando aveva 16 anni, e che continua a trasmettere questa tradizione agli Operatori del Legno del Cisita.
Non è voluto mancare all’evento l’architetto di fama mondiale Fulvio De Simoni per la grande amicizia che lo lega ad Angiolo.
Un viaggio nel tempo per risaldare un’amicizia profonda. Così la presentazione del libro sulla storia dei Cantieri navali Beconcini alle Grazie davanti ad una speciale platea di invitati: le ex maestranze del cantiere fondato da Giancarlo, Gianfranco e Angiolo. È stato Angiolo a lanciarsi nell’operazione editoriale dedicata al fratello e a cugino soci e ai suoi ‘vecchi ragazzi’ come gli ha chiamati ricostruendo l’avventura imprenditoriale e umana che li vide compartecipi, fino a 20 anni fa, nella costruzione di yacht e nel restauro di numerose barche d’epoca, che ancora solcano i mari. La rimpatriata Amarcord, realizzata col concorso del Cantiere della Memoria, dopo il brindisi nella sede della società sportiva Forza e Coraggio, si è chiusa con una visita al nostro micro museo nel porto antico delle Grazie per la proiezione del filmato montato con le immagini tratte dal libro, pubblicato in un precedente post.







