Marina Militare: mostra gratuita al Museo tecnico navale della Spezia su Domenico Chiodo

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LA SPEZIA – Lunedi 30 ottobre, in occasione del bicentenario della nascita di Domenico Chiodo, il Museo Tecnico Navale aprirà gratuitamente le porte alla cittadinanza dalle 8:30 alle 19).

Alle ore 10:30, per la ricorrenza, verrà inaugurata una mostra documentale dedicata all’ingegnere che progettò e realizzò l’Arsenale della Spezia, dando vita ad un legame tra la Marina Militare e la città che perdura ancora oggi.

Domenico Chiodo, maggiore generale del Corpo del genio militare, cavaliere dell’ordine civile di Savoia. Brillante progettista di infrastrutture militari marittime.

Nato a Genova il 30 ottobre 1823, entrò giovanissimo alla scuola di Marina della città ligure, uscendone nel 1838 con la nomina di guardiamarina. Dopo un periodo di imbarco nel 1840 chiese e ottenne di entrare nel corpo del genio marittimo con il grado di sottotenente, volendosi applicare e specializzare negli studi sulle fortificazioni militari. Promosso luogotenente nel 1844 prestò servizio presso il porto di Genova; nel 1848 epoca in cui il corpo del genio marittimo si era fuso con il corpo del genio militare, proseguì la sua opera presso la stessa destinazione di servizio con il grado di capitano. Nel 1853 il governo sardo, che da tempo voleva trasferire la base della Marina da guerra da Genova a Spezia, lo inviò in Gran Bretagna per coadiuvare l’ingegnere Rendel negli studi che questi stava portando avanti per conto di quel governo e relativi alla creazione di un grande arsenale marittimo nel golfo spezzino. Rientrato in Italia, il capitano Chiodo proseguì la propria opera sempre destinato nel porto di Genova, allorché nel 1857, promosso maggiore generale, fu trasferito alla Direzione del genio militare di Spezia, con l’incarico di dirigere i lavori del futuro arsenale progettato da Rendel. Appena iniziati, i lavori furono bruscamente interrotti a causa della 2ª guerra d’indipendenza (1859), che portò all’ampliamento del territorio nazionale con l’acquisizione della regione lombardo-veneta, con la conseguenza di rendere insufficiente alle nuove esigenze della Real Marina il progetto dell’ingegnere britannico. Chiodo fu incaricato della nuova progettazione, che alla luce delle esigenze sempre più crescenti della Regia Marina portarono alla scelta di un sito più ampio ove edificare l’arsenale, nella zona in cui è attualmente ubicato. Fra controversie politiche e opposizione di parte dell’alta gerarchia del Corpo del genio militare, l’allora ministro Cavour, dopo un sopralluogo sul sito, sostenne in Parlamento la validità dell’opera del giovane ingegnere, che poté dare esecuzione al progetto. I lavori iniziarono subito dopo l’Unità d’Italia e la scomparsa di Cavour: il 18 gennaio del 1862 furono appaltati e il relativo contratto sanzionato con decreto ministeriale il successivo febbraio. Le somme pur ingenti via via stanziate si rilevarono insufficienti, per cui tanti lavori previsti dal progetto di Chiodo dovettero essere rinviati e realizzati dopo la sua morte.

Il grande arsenale fu inaugurato alla presenza dei sovrani, il 28 agosto 1869 e in tale occasione il geniale costruttore fu insignito della croce di cavaliere dell’ordine civile di Savoia. Contemporaneamente all’incarico, nel 1865 il generale Chiodo fu incaricato di elaborare lo studio di un arsenale marittimo da edificare nel porto di Taranto che non portò avanti per motivi di salute.

Nel 1869 gli fu affidato l’incarico di elaborare il progetto di una diga foranea da realizzare all’imboccatura del Golfo di Spezia; lo stesso anno, il 6 ottobre, fu invitato dal viceré d’Egitto all’inaugurazione del taglio dell’istmo di Suez e approfittando dell’occasione ne visitò i luoghi storici, il deserto e le cataratte del Nilo. Molto probabilmente a causa di un morbo sconosciuto contratto appunto in Egitto si ammalò rapidamente e gravemente di epatite. Rientrato a Genova, nonostante la grave malattia nel 1870 volle intervenire a un importante simposio fiorentino attinente agli studi delle fortificazioni militari. Ma si aggravò nel corso di questo viaggio, per cui decise di rientrare subito a Genova. La morte lo colse durante una sosta a Spezia nella festività di San Giuseppe.

Alla Spezia, dove aveva trascorso molti anni della sua vita, riscosso elogi e conseguito promozioni, il Comune della città gli dedicò un monumento equestre, che tuttora si erge davanti l’ingresso principale del suo Arsenale, la piazza dove sono il monumento e una via principale che si snoda dalla citata piazza omonima. La Marina, memore della sua attività diede il suo nome a un’unità di lavoro, una grande piro draga di 2700 tonnellate.

 

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