Livorno lancia per maggio la prima edizione della Biennale del mare e dell’acqua

Livorno – “Oggi vediamo realizzata un’idea nata quasi un anno fa – sono le parole del sindaco Luca Salvetti – una iniziativa che parte dal tentativo e dalla necessità di valorizzare due aspetti che sono nel Dna di questa città e che la caratterizzano, ovvero il mare e l’acqua.

La biennale punta ad occuparsi di questo. La formula è ambiziosa, ma sta incontrando i favori di tutti a livello europeo, nazionale e regionale.

Attraverso questa iniziativa puntiamo a far compiere a Livorno un altro salto di qualità. Serviva un evento di questo tipo in Regione Toscana e poteva farlo solo Livorno.

 La Biennale viene inserita come elemento caratterizzante del nostro cammino attuale e futuro ed appena lanciata l’idea abbiamo iniziato a delineare un percorso che ci ha portato a questo momento.

La Biennale del mare, che in un primo momento doveva essere un festival, ha creato una reazione a catena di grande interesse da parte di tutti i soggetti con cui siamo venuti in contatto a partire dalla Comunità Europea.

Sia il Parlamento, che la Commissione Europea e il Comitato delle Regioni, dopo un nostro incontro avvenuto qualche mese fa, sono rimasti colpiti dall’idea della Biennale ed hanno subito dato la propria adesione.

Così anche i Ministeri del Mare e dell’Ambiente che, grazie al sostegno del Prefetto Giancarlo Dionisi, hanno colto il livello della manifestazione e accettato di farne parte.

Dal canto suo il presidente Giani ha chiarito come mancasse in Toscana un evento del genere legato al mare ed ha aderito, così come le forze armate, e gli operatori dei settori del mare e dell’acqua.

 La grande attenzione da parte degli istituzioni è tratteggiata da importanti presenze. La Commissaria Europea per il Mediterraneo Suica sta programmando una sua presenza, gli europarlamentari Dario Nardella e Annalisa Corrado hanno confermato la loro partecipazione, così come i ministri Musumeci e Fratin. All’apertura saranno presenti ben tre presidenti di Regione; Giani per la Toscana, Todde per la Sardegna e De Pascale per l’Emilia Romagna”.

 Blue Economy, sostenibilità sociale e sostenibilità ambientale sono i temi portanti della prima edizione della Biennale del mare – afferma Barbara La Comba, supervisora dell’evento – L’obiettivo è quello di trattare il necessario passaggio da una forma lineare di sviluppo economico ad una circolare. Per questo, l’evento è pensato come uno strumento a disposizione delle amministrazioni della costa toscana per presentare soluzioni ai problemi che le investono. Tutte saranno chiamate a discuterne, perché le nuove direttive UE stanno dando la misura dell’urgenza di coordinarsi e di utilizzare strumenti all’avanguardia. Abbiamo candidato Livorno, su indicazione della Conferenza delle Regioni Marittime Periferiche, a città laboratorio per l’applicazione delle più importanti direttive. Un comitato scientifico raccoglierà i contributi finali di ogni evento in modo da rappresentare l’insieme delle criticità emerse. Queste verranno riportate all’interno di un tavolo che, a metà del prossimo anno, incontrerà l’Unione Europea per una riflessione complessiva.

Afferma Anna Maria De Biasi, coordinatrice scientifica di Blu Livorno: “Questo evento rappresenta una grandissima opportunità per Livorno di diventare un riferimento per le questioni afferenti al mare e alle acque. Dobbiamo però uscire dall’autoreferenzialità facendone oltre che la città dei porti aperti, anche la città delle idee aperte. Per questo, le attività della Biennale sono declinate a tanti livelli in modo da veicolare idee importanti anche ai cittadini. Alla base del coinvolgimento c’è sempre la conoscenza. Gestire e proteggere correttamente funziona quando il cittadino capisce il significato delle azioni realizzate. In questo modo si compie un ulteriore passaggio, che è quello della creazione di una mentalità che accetta le novità collegate alla protezione. Di qui la declinazione dell’evento in più sezioni: istituzionale, scientifica, sperimentale, divulgativa. E di qui l’apertura alle associazioni: un ponte tra il mondo scientifico degli specialisti e i cittadini”.

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