LA SPEZIA – Proseguiamo con le sintesi degli interventi dei rappresentanti della comunità portuale spezzina nel terzo nel terzo pannel organizzato da Il Secolo XIX in Sala Dante dedicato a “La Spezia e il porto: un caso di crescita responsabile”.
Dopo Salvatore Avena, CEO, La Spezia Port Service, è intervenuto Alessandro Larghezza, Presidente dell’Associazione Spedizionieri della Spezia e fondatore di un Gruppo in forte scasa, che preso lo spunto dai progressi, da record italiano, in percentuale, del Porto del traffico container su rotaia, ha rivendicato con forza il ruolo del trasporto su gomma e quello anche se poco visibile delle aziende, molto importanti, del così detto retroporto di Santo Stefano Magra, sul quale si fa ancora qualche fatica (con relativa confusione) nella sua identificazione, scambiato come è come nodo ferroviario.
In realtà in quell’area – ha spiegato Alessandro Laghezza – accanto al nodo ferroviario sono nate, con visione e lungimiranza, le nostre aziende spezzine che hanno trasformato quell’area come il più grande hub logistico collegato alle banchine del porto che sono a soli 6-7 chilometri di distanza, sviluppando un indotto logistico di prim’ordine per efficienza.
Così configurato il retroporto è in realtà una Cittadella della logistica e dovrebbe essere questa la sua corretta denominazione, Cittadella logistica che ha come strutture portanti l’area delle ferrovie, il centro unico dei servizi, importanti società operative della logistica.
Nasce da qui la sua proposta di assoluta rilevanza per la sostenibilità ambientale: creare un sistema di trasporto anche su gomma con mezzi elettrici che coprano, parallelamente alle navette Fs, i sette chilometri di andata e i sette chilometri di ritorno tra il porto e Santo Stefano. E’ per Laghezza questo un obiettivo realizzabile in pochi anni a completamento di quella flessibilità tra ferrovie e tir che sarebbe un altro modello “made in La Spezia”. Ha proposto dunque di “ripensare in chiave sostenibile il sistema navetta tra porto e retroporto, puntando su mezzi a idrogeno o elettrici, anche con il supporto di investimenti pubblici”.
Laghezza ha insomma contribuito a dare contenuto concreto, da imprenditore di successo e da presidente degli Spedizionieri, rispondendo “presenti” al titolo dal panel “La Spezia e il porto: un caso di crescita responsabile”.
Laghezza ha insomma evidenziato il valore strategico del retroporto di Santo Stefano Magra, diventato nel tempo appunto una vera ‘Cittadella della logistica’ grazie agli investimenti pionieristici di molte Aziende. Un ecosistema integrato che unisce attività a valore aggiunto sulla merce, trasporto ferroviario e servizi doganali, in attesa della ZLS di cui Santo Stefano sarà parte e che andrà a rafforzare il legame tra Porto della Spezia e il suo retroporto.
E ha infine ribadito l’urgenza di vedere “realizzati tutti gli investimenti infrastrutturali attesi da tempo: come l’ampliamento LSCT e Terminal del Golfo, la nuova stazione marittima, senza dimenticare i binari e i necessari dragaggi”.
Inviando questo messaggio: “Il momento è adesso!”
(3 – continua)



