LA SPEZIA – Sì, a metà anno, si può dire che il Porto della Spezia è arrivato ad un altro suo significativo punto di svolta.
A sostenerlo è Alessandro Laghezza, presidente degli spedizionieri spezzini, che spiega: “I lavori su dragaggi e terzo bacino, attesi da anni, potrebbero finalmente partire nel secondo semestre, contribuendo a rendere lo scalo più competitivo entro il 2028”.
Secondo Alessandro Laghezza, per affrontare le criticità operative legate all’aumento dei volumi e alla riorganizzazione delle rotte globali, sarà cruciale valorizzare le aree retroportuali di Santo Stefano di Magra, da utilizzare come hub logistici e zone di stoccaggio.
In questo auspica una regia pubblica-privata forte, affidata all’Autorità portuale, per mettere a sistema tutte le risorse disponibili. E Laghezza esprime la fiducia a Bruno Pisano, figura esperta e capace alla guida dell’ente di via del Molo.
Evidenziando, poi, come la professione dello spedizioniere richieda oggi competenze digitali e visione integrata lungo l’intera catena logistica, ha citato come esempio virtuoso di rafforzamento del settore nazionale l’integrazione tra Grendi e Perioli.
Nessun dramma sopra le righe per Laghezza quanto all’accordo sui dazi al 15% che giudica sostenibile ritenendo che “il sistema produttivo italiano saprà adattarsi anche a questa sfida”.




