“La transizione energetica va gestita evitando la crisi produttiva”

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Il Presidente Unione energie per la mobilità: ” La vera sfida è di riuscire a gestirla scongiurando contraccolpi pericolosi”

All’Assemblea annuale di Unem-Unione energie per la mobilità, il presidente, Claudio Spinaci – come riferisce l’Agenda di Confitarma del 16 luglio, ha affermato che “la vera sfida è di riuscire a gestire la transizione verso altre fonti evitando contraccolpi pericolosi: chi considera gli idrocarburi fossili superati e ritiene che non vi sia più la necessità di investire in questo settore, come sembra suggerire il recente rapporto “Net Zero by 2050” dell’Agenzia internazionale per l’energia, non considera il rischio che ciò deflagri in una pesante crisi energetica”.

Spinaci ha osservato, inoltre, che “l’Europa con il Green Deal si pone obiettivi ambiziosi e questo è positivo. È tuttavia necessaria un’azione maggiormente coordinata a livello internazionale, altrimenti non avremmo effetti positivi sull’ambiente a livello globale, ma solo rischi di deindustrializzazione e forte delocalizzazione, con danni occupazionali e sociali da noi, e un contemporaneo aumento delle emissioni di CO2 negli altri Continenti”.

Secondo il Presidente Spinaci, inoltre, il dibattito in Europa si limita esclusivamente all’elettrificazione dei consumi mentre il vero problema delle fonti “decarbonizzate” è quello di aumentare la produzione.

“Dovremmo aumentare ricerca e sviluppo per aumentare le produzioni rinnovabili. A fronte della ripresa dalla crisi pandemica, nel 2021 – ha sottolineato il Presidente di Unem – la domanda di energia a livello internazionale ha ripreso a crescere (+ 4,6% secondo le stime dell’AIE-Agenzia internazionale per l’energia) ed è in larga parte coperta dalle fonti fossili che sono ancora dominanti e lo saranno ancora per diversi decenni, in assenza di soluzioni alternative nel soddisfare i fabbisogni essenziali, soprattutto nelle zone più povere del pianeta”.

Il petrolio risulta “ancora la prima fonte di energia con una quota di oltre il 30%, seguita dal carbone con il 26% e dal gas, unica fonte che tornerà già quest’anno oltre i livelli pre-Covid, con il 23%, mentre le rinnovabili continuano a crescere, ma meno dell’incremento di domanda e coprono circa il 30% della produzione di energia elettrica.

“In tale quadro – ha concluso Spinaci – emerge chiaramente che il futuro del settore e del Paese dipenderà dalle scelte che vengono fatte oggi. Scelte razionali e inclusive consentiranno di conseguire gli obiettivi ambientali, garantendo la sicurezza energetica e la competitività del Paese”.

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