Roma – L’industria marittima italiana è da sempre un motore trainante per l’economia del nostro Paese e cuore pulsante di un sistema che, oltre al trasporto di merci e passeggeri, include cantieristica, estrazioni marine, diporto, ricerca, filiera ittica e attività sportive.
Con oltre 230mila imprese, un milione di occupati e un valore aggiunto di quasi 180 miliardi di euro, l’Economia del Mare rappresenta il 10% del PIL nazionale.
Nel commercio globale, il trasporto marittimo resta il più importante e sostenibile: 14mila miliardi di dollari, pari all’80% degli scambi in volume, con solo il 2% delle emissioni globali. Trasporti marittimi e logistica valgono il 12% del PIL mondiale, e l’Italia realizza il 60% del proprio interscambio internazionale via mare.
Sono questi i numeri in sintesi citati da Mario Zanetti (nella foto) Presidente di Confitarma, come premessa al ragionamento sul come affrontare le sfide future per le quali “è necessario tracciare una rotta chiara”.
Rotta per la quale durante l’ultima Assemblea Confitarma sono stati “delineati dieci obiettivi strategici, un manifesto che guarda al futuro con ambizione e responsabilità”.
Per l’approfondimento l’intervento è sintetizzato nell’ultimo numero di Porto&Interporto.



