Livorno – Si indaga a Livorno sulle cause del ribaltamento di una pilotina costata la vita al trentenne che era al timone.
L’ipotesi più probabile è che la pilotina sia venuta a collisione con la nave da diporto Calypso, un giga yacht da 61,5 metri di lunghezza sul quale poco prima era salito a bordo il pilota per la manovra d’ingresso in porto.
Il pilotino si trovava a bordo ed è affogato a causa del rovesciamento del mezzo. Inutili sono stati i tentativi di rianimarlo.
Il presidente dell’Adsp, Davide Gariglio è intervenuto con queste parole: “A nome di tutta la comunità portuale di Livorno e di tutti i dipendenti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, intendiamo esprimere l’immenso dolore e la più profonda vicinanza ai familiari e ai colleghi del conducente della pilotina in servizio in porto, deceduto questo pomeriggio a causa di un incidente le cui cause sono ancora in fase di accertamento”.
Per la Cgil Livorno, “una volta accertate le cause di quanto avvenuto, sarebbe opportuno aprire una riflessione a 360 gradi che coinvolga anche la Direzione Marittima su come migliorare la sicurezza del lavoro presso lo scalo labronico”.
Per Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, e Giuseppe Dominici, segretario regionale Ugl Toscana, “è necessario rafforzare con decisione le attività di prevenzione, intensificare i controlli e investire nella formazione e nella cultura della sicurezza. Solo attraverso un impegno concreto e condiviso tra istituzioni e parti sociali si può contrastare efficacemente un fenomeno che svilisce la dignità del lavoro e rappresenta una sconfitta per tutti. Servono azioni concrete e immediate per tutelare i lavoratori e garantire che nessuno perda la vita mentre svolge il proprio lavoro”.




