Roma – Mentre, dopo le manifestazioni del no si prepara una manifestazione del sì al Ponte sullo Stretto, il via libera del Consiglio dei Ministri al decreto sul Ponte sullo Stretto è considerato un passaggio decisivo e concreto.
Un provvedimento che supera i rilievi della Corte dei Conti, rafforza i controlli di legittimità e affida al Ministero delle Infrastrutture la piena regia dell’opera, nel rispetto di tutte le procedure ambientali, tecniche ed europee.
Insomma “niente scorciatoie, niente commissari straordinari: trasparenza, responsabilità e un iter chiaro per arrivare finalmente alla fase realizzativa” perché “il Ponte non è uno slogan, ma un’infrastruttura strategica che significa sviluppo, lavoro e coesione territoriale per Sicilia e Calabria”.
Il via libera del Consiglio dei ministri era stato preceduto da un incontro del ministro 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐨 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐢𝐧𝐢 al Quirinale con il Presidente della Repubblica 𝐒𝐞𝐫𝐠𝐢𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐚, incontro definito improntato alla collaborazione istituzionale.
Il Presidente avrebbe ascoltato con attenzione le questioni legate ai rilievi della Corte dei Conti, che hanno rallentato l’iter dell’opera e il lavoro a una norma di ottemperanza per superare i nodi giuridici e riallineare il progetto alle regole europee.
I numeri dell’ opera: lunghezza complessiva: 3.666 metri, larghezza: 60 metri, 6 corsie stradali + 2 binari ferroviari, piloni fino a 400 metri, altezza navigabile: 72 metri, costo stimato: 13,5 miliardi di euro.
Il che rende l’infrastruttura, per dimensioni e ambizione, unica in Europa, e tale che resta una sfida enorme: tecnica, economica e istituzionale.



