LA SPEZIA – L’unità ritrovata (una volta tanto) del consiglio comunale della Spezia ha espresso in maniera netta, anzi radicale, il suo no a qualsiasi ipotesi di accorpamento del porto spezzino con quello genovese. Per ragioni storiche e di stringente attualità.
L’idea di un’unica Autorità di sistema portuale ligure del presidente della Regione Marco Bucci che comunque ha trovato sulla sua strada in no del vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi aveva sollecitato il centrosinistra, con la capogruppo del Partito democratico Martina Giannetti (nella foto), a presentare una mozione per chiedere all’amministrazione comunale e al sindaco di schierarsi apertamente contro questa ipotesi. Non si sa mai…
Ma era come sfondare una porta spalancata dal sindaco Pierluigi Peracchini, così che la conferenza dei capigruppo non ha avuto difficoltà a redigere un documento unitario firmato da tutti i gruppi consiliari che, senza neppure discuterlo, è stato subito approvato.
E’ un documento che dà atto della capacità operativa di 365 giorni all’anno del porto spezzino, del suo ruolo nazionale, europeo e mediterraneo e dei numeri positivi dei traffici merci e passeggeri nel 2024.
In buona sostanza il consiglio comunale della Spezia ha impegnato il sindaco e la giunta “ad adottare tutte le misure necessarie per tutelare e valorizzare la specificità, l’indipendenza e l’autonomia dell’AdSP del Mar Ligure Orientale, collaborando con le altre istituzioni locali, regionali e nazionali per promuovere il nostro scalo come hub logistico e turistico di eccellenza e ribadendo, nelle sedi competenti, le contrarietà all’istituzione di un’unica Autorità di sistema portuale regionale”.



