Napoli- Roma – “Port Infographic” dedica, come si è detto, un Focus sui chokepoint marittimi globali e sulle materie prime.
Vediamo quindi in ordine questi due aspetti:
Scenario internazionale: chokepoint e nuove rotte globali
- Lo Stretto di Hormuz movimenta il 37% del petrolio mondiale via mare e il 28% del GPL globale: le tensioni nell’area hanno provocato un calo dell’89% dei transiti giornalieri in pochi mesi;
- Il Canale di Suez nel 2025 registra traffici ancora inferiori del 48% rispetto al 2022, mentre le rotte alternative via Capo di Buona Speranza allungano ancora fino al 120% le distanze percorse dalle navi;
- Le deviazioni delle rotte comportano un aumento fino a 20 giorni di navigazione aggiuntivi e rincari significativi dei costi logistici e del bunkeraggio;
- Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento.
Materie prime: uno dei grandi business del mare
- Il 74% delle merci trasportate via mare nel mondo è costituito da rinfuse liquide e solide: oltre 9 miliardi di tonnellate di commodity strategiche;
- Nel 2025 il trasporto marittimo mondiale ha raggiunto quota 13 miliardi di tonnellate movimentate, confermando il ruolo centrale dello shipping nell’economia globale;
- Le rinfuse liquide rappresentano il 37% delle merci movimentate nei porti UE, mentre le solide incidono per il 20%;
- Nella foto il grafico dell’ Ispi, Istituto per gli studi internazionali
- (3 – continua)



