I portuali bloccano a Genova l’imbarco di un cannone Oto Melara su una nave saudita

Genova – La Spezia – A bordo della Bahri Yanbu, che aveva a bordo già anfibi militari Usa e container con materiale esplosivo, si attendeva l’imbarco di un cannone Oto Melara, imbarco bloccato dai portuali.

Lo stop era scattato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti che avevano chiesto notizie sulla presenza nel terminal di materiale bellico destinato a essere caricato sulla nave saudita e annunciato che sarebbero state messe in atto tutte le iniziative, compreso il fermo delle attività lavorative per impedire l’imbarco.

Dopo il presidio davanti al terminal e l’incontro in prefettura, la Cgil ha confermato il “blocco dell’imbarco del materiale”.

Anche i portuali del Collettivo autonomo lavoratori portuali insieme a Usb hanno convocato un presidio davanti al cancello del terminal, mentre il segretario generale dell’Adsp, Paolo Piacenza chiariva che il cannone prodotto da Oto Melara (gruppo Leonardo) è destinato a una nave Fincantieri ad Abu Dhabi, che si tratta dunque di un carico non destinato a un Paese impegnato direttamente in un conflitto bellico e che quindi non viola la legge.

Il ritrovamento a bordo della Bahri Yanbu, battente bandiera dell’Arabia Saudita, proveniente da Dundalk (Usa) da parte di alcuni lavoratori di esplosivi e mezzi anfibi militari americani e container classificati 1-E1.1 (materiale esplosivo) e nonostante l’Autorità Portuale abbia precisato che il materiale segnalato non sarebbe diretto verso Tel Aviv o Haifa., i presidi sono stati confermati.

Il procuratore aggiunto Federico ha aperto un fascicolo per atti relativi sul cargo delegando le indagini alla Digos e alla Capitaneria.

Le indagini sono partite dopo che il sindaco Usb ha presentato un esposto in cui ipotizza la violazione della legge 185 del 1990 che regola il transito di armi nei porti italiani.

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