LERICI – Non un rituale ma un viaggio nel tempo per perpetuare il ricordo dei protagonisti della storia e i legami tra i loro discendenti che hanno concorso a ricostruirla, custodi di memorie familiari.
di Corrado Ricci
Cantiere della Memoria
Così nella Giornata della Marina il castello di Lerici, per iniziativa del Comune e della locale sezione dell’Associazione nazionale marinai d’Italia, si è fatto teatro evocativo delle ragioni della stessa: l’impresa di Premuda che il 10 giugno del 1918 impresse la svolta che portò l’Italia a vincere la prima guerra mondiale e dare compimento al processo di crescita territoriale del Regno fondato sul senso di appartenenza delle popolazioni, allora sotto il dominio austro-ungarico.
Accade con la mostra intitolata “I 16 eroi di Premuda”, lo stesso del libro curato dalle sorelle genovesi Armanda e Alessandra Bertini (nella foto), nipoti di Armando Gori, timoniere del Mas 15 che, insieme al Mas 21, prese parte all’impresa diretta da Luigi Rizzo che portò all’affondamento, con due siluri, della corazzata Santo Stefano, al largo dell’isola di Lutrosnjak (mentre era in rotta per il Canale d’Otranto con l’obiettivo di distruggere lo sbarramento navale realizzato dall’Italia per impedire alle navi della marina imperiale austro-ungarica l’accesso al Mediterraneo e bloccare i rifornimenti via mare all’Austria).

Una storia che le sorelle Bertini – lo hanno spiegato nella presentazione – hanno ricostruito sull’onda di un valore intimo: il legame affettivo col nonno che pur non avendo conosciuto ha accompagnato la loro crescita per effetto delle narrazioni dei genitori. E sta proprio qui, nella cinghia di trasmissione dei ricordi per effetto delle relazioni tra generazioni, il valore metodologico della mostra, al di là dei contenuti. La spinta alla ricerca indotta della narrazione della figura del nonno si è fatta, infatti, percorso condiviso con i discendenti degli altri 15 protagonisti dell’impresa, compresi quelli del lericino Emilio Martinelli a cui a Lerici è dedicata una via. Piace rievocare, con un articolo in coda al post, un altro ricordo connesso all’impresa Premuda: quello dell’immersione dei sub spezzini Cesare Balzi e Raffaele Laghezza che nel luglio del 2003 deposero una corona sul relitto della corazzata Santo Stefano adagiata a 67 di profondità, un gesto nel segno della pace e del riavvicinamento delle due sponde dell’Adriatico.
La mostra nel castello di Lerici è visitabile fino al 16 giugno.




