I campioni del Palio centenario: “Per favore, teneteci fuori dalle vostre beghe”

LA SPEZIA – E’ circolato sui social un post, inviato da “Buongiorno a tutti”, dei vogatori senior del Canaletto che merita di essere letta e meditata dopo le code velenose (in cauda venenum) al Palio centenario del Golfo e che per questo proponiamo anche ai nostri lettori . Eccola.

Con questo messaggio non vogliamo fomentare polemiche o altro, ma ci sentiamo in dovere, anzi sentiamo il bisogno, di provare a rispondere pubblicamente a nome di tutti e quattro i componenti dell’equipaggio, in quanto diretti interessati dell’accaduto, per esprimere la nostra versione dei fatti.

Una versione che può essere considerata opinabile, comprensibilmente, proprio perché proveniente da noi, protagonisti della vicenda. Non intendiamo discutere sulla questione relativa alla presenza dei dirigenti a bordo. È stato un errore grossolano, frutto dell’impulsività del momento, e assolutamente evitabile. Su questo siamo tutti d’accordo.

Quello su cui però ci sentiamo di intervenire, perché ritenuto il nodo principale della questione, è la cosiddetta distinzione tra evento fortuito o meno.

Appena giunti all’arrivo, la velocità degli eventi e la confusione generale ci hanno travolto, e la lucidità in quei momenti era pressoché nulla. Abbiamo provato, anzi abbiamo ripetutamente tentato, seppur stremati, di allontanare verbalmente i tifosi. Ma in pochi istanti, abbassando lateralmente la barca, sono entrati a bordo circa 200 litri d’acqua.

Le condizioni del mare erano pessime, aggravate dalla moltitudine di barche e persone presenti. Potete facilmente immaginare con quanta rapidità una barca, in quelle condizioni, possa iniziare a imbarcare acqua.

È solo a quel punto, e sottolineo solo in quel momento, che Roberto Vivaldi, figura che tutti voi conoscete, stimata e rispettata per la sua integrità e il suo amore per il Palio, probabilmente preso dall’ansia e dalla preoccupazione, ha provato ripetutamente, da fuori bordo, a slacciare i remi, temendo che il loro peso potesse far affondare definitivamente la barca.

Non riuscendoci da fuori, ha quindi deciso di salire a bordo. Stiamo parlando di un uomo di 80 anni: non possiamo pensare a un gesto atletico o plateale. Si è aggrappato, ora non ricordiamo se da poppa o da prua, ed è salito. Come si evince anche dalla foto “incriminata”, stava solamente cercando di levare i remi.

Sappiamo bene che, se l’intento fosse stato davvero quello di affondare volontariamente la barca, sarebbe stato molto più semplice e meno evidente farlo lateralmente, dove già le onde stavano entrando. Per questo motivo ci sentiamo feriti nell’ascoltare certe ricostruzioni e, soprattutto, certi sospetti. Non riusciamo davvero a comprendere quale sarebbe stato il vantaggio sportivo, o quale misteriosa apparecchiatura avremmo dovuto nascondere o manomettere. Abbiamo sentito parlare di tutto: radioline, ventoline… ipotesi davvero surreali.

Dispiace profondamente, e fa davvero male, vedere un uomo che ha vissuto per il Palio, additato come colui che avrebbe volontariamente affondato una barca.

Un uomo che ha sempre avuto il rispetto di tutti, e sapete bene quanto questo sia raro nel nostro ambiente, ora viene messo in discussione pubblicamente, senza che ci sia una reale motivazione tecnica o sportiva dietro. Tutti sappiamo che non esisteva alcun elemento che potesse fornirci un vantaggio sul campo.

E infine, permetteteci una riflessione. Tutto questo accanimento ha colpito solo ed esclusivamente i vogatori.

Cosa significa “riconosciamo il merito sportivo” se poi viene presentato un ricorso con l’obiettivo di revocare il Palio? Chi ne paga le conseguenze sono solo gli atleti. Chi ogni giorno ha dato tutto: ore in palestra, allenamenti sotto il sole, sacrifici personali e familiari.

Ricordiamoci che un merito sportivo, riconosciuto a voce, è pari a 0.

Perché come tutto ma soprattutto nella storia dello sport  “Verba volant, scripta manent”.

Utilizziamo, piuttosto, queste energie e questa unità dimostrata in questi giorni, per cercare di migliorare un regolamento, quindi, oggettivamente migliorabile a livello interpretativo.

E’ questo il miglior modo per evitare che in futuro ci siano precedenti.

Da aggiungere che, a differenza di altri anni, in cui siamo sempre stati prontamente circondati da moto d’acqua o giuria che aiutasse a mandare via la gente, in questa circostanza non è successo.

Vi chiediamo quindi, umilmente e gentilmente, di tenerci fuori dalle vostre guerre politiche.

Non usate noi vogatori come espediente per danneggiarci. Lo siamo già stati troppe volte.

Con tutto il rispetto e la dignità che ci portiamo dietro, chiediamo una sola cosa: teneteci fuori dalle vostre dinamiche interne.

Non stiamo cercando di creare precedenti (che purtroppo esistono già).

Infine, quello che è successo alla premiazione è stato un brutto gesto, antisportivo, e che non fa bene al palio.

Vedere la gente andarsene mentre si premiano i vincitori è stato triste. È stato fatto per protesta contro la dirigenza? E secondo voi, ha danneggiato più loro o noi, che siamo saliti sul podio dopo mesi di sacrifici?

Infine, ci teniamo a fare i nostri complimenti sinceri all’armo senior del Portovenere. Massimo rispetto per il lavoro che avete fatto e per il modo in cui lo avete portato avanti.

Con rispetto, i vogatori senior.

Condividi :

Altri Articoli :

Iscriviti alla nostra newsletter