Livorno –La nave portacontainer Virginia della Compagnia israeliana Zim ha lasciato il Porto di Livorno senza che fossero eseguite le operazioni di imbarco-sbarco.
Era stato il prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, durante un incontro in prefettura con sindacati e attori portuali, ad aver chiesto e ottenuto che la nave Zim Virginia lasciasse il porto, per tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica in una situazione peraltro aggravata dagli sviluppi della vicenda della Flotilla.
Il segretari della Cgil Livorno, Gianfranco Francese, ha definito l’uscita dal porto un risultato importante per la comunità. Anche l’Usb ha rivendicato la scelta come una vittoria dello sciopero.
Un’altra nave della compagnia israeliana Zim è intanto attesa al Porto di Livorno per giovedì. Spetta all’Autorità portuale dare il permesso all’accosto ma se i portuali si rifiutano di scaricare o caricare le merci è inutile per la nave entrare in banchina . Il permesso finora non è stato dato proprio per via delle proteste.
Quello di Livorno non è un caso isolato. E già da due anni nei porti italiani ci sono stati proteste e scioperi per impedire il traffico di armi verso Israele. Il caso di Livorno è però diverso in quanto è la prima volta che vengono impedite operazioni su una nave che trasporta materiale non per scopi militari.
A Ravenna e a Genova erano state bloccate navi della Zim che secondo i manifestanti trasporta anche armi; a Taranto era stata fermata una nave da rifornimento per l’esercito israeliano; a Livorno era stata bloccata la Slnc Severn, nave Usa con materiale di allestimento militare e caterpillar destinato alla base militare statunitense di Camp Darby, nei pressi di Pisa.




