Roma – Cresce il commercio estero: aumentano sia l’export (+3,5%) che le importazioni (+3,8%).
Ciò avviene nel contesto di un quadro che ha visto nei primi dieci mesi del 2025 in Italia aumentare il pil dello 0,7%, l’inflazione stabilizzata al di sotto del 2%, in linea con i target della Bce, e la bilancia commerciale positiva con un saldo attivo di 39,6 miliardi di euro.
In particolare l’export italiano verso il Nord America è cresciuto dell’8,5%, sempre per l’effetto di anticipazione degli ordini in vista dei nuovi dazi, mentre stanno creando preoccupazioni le tensioni geopolitiche che influenzano i costi energetici.
È quanto emerge dal 26° Economic Outlook di Fedespedi, l’osservatorio periodico della Federazione nazionale imprese di spedizioni internazionali.
In base alle quali il presidente Alessandro Pitto sottolinea che “il quadro politico globale di questo inizio 2026 rimane il fattore che più influenza la scena economica internazionale. Alle crisi in corso si è aggiunto l’inasprimento delle relazioni atlantiche, come quella della Groenlandia con gli Stati Uniti. Nonostante ciò, i dati mostrano una tenuta del sistema, con un sostegno che proviene dagli investimenti in nuove tecnologie”.
Il traffico di container nei porti mondiali
Il traffico mondiale di container nel 2025, nonostante le difficoltà economiche, ha visto un aumento del 4-5%. I principali 25 porti mondiali hanno movimentato 375,3 milioni di Teu, con un più 5,9% rispetto al 2024. L’area del Far East rimane trainante, in particolare nell’export verso l’Africa Sub-Sahariana e il Sud America.
I porti italiani censiti (e qui i dati sono annuali) hanno movimentato 9,35 milioni di teu, con una crescita complessiva dell’8,3% rispetto al 2024. Tra i principali scali si segnalano gli ottimi risultati di Savona (+58,4%), Cagliari (+33,8%) e Gioia Tauro (+14,2%). In flessione invece Trieste (-19,1%) e Genova (-1,6%). I porti censiti del Mediterraneo (non italiani) hanno movimentato complessivamente 43,6 milioni di teu, con un incremento del 7,8%.
E anche la qualità dei servizi marittimi nel 2025 è nettamente migliorata: le navi arrivate in orario sono state in media il 61,4%, contro il 53% del 2024, con un ritardo medio sceso a 4,8 giorni.




