Dopo 2mila miglia di navigazione, conclusa la campagna di solidarietà di Nave Italia

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Genova – “Come faccio a tenere dentro al cuore, per sempre, quello che ho provato in questi giorni?” Martina 15 anni;

“Qui tutte le emozioni più belle e divertenti sono state all’ordine del giorno” Noah e Gabriele 10 anni;

“E’ così che dovrebbe essere a scuola, nessuno che ti giudica, nessuno che ti fa sentire un’incapace” Giovanna 17 anni.

Queste alcune delle testimonianze lasciate dai “marinai speciali”, sul diario di bordo di Nave Italia al termine della loro avventura sul brigantino solidale.
Dopo 2.448 miglia e 1779 ore trascorse in mare, si è conclusa sabato 21 ottobre la campagna di solidarietà 2023 di Nave Italia, il brigantino a vele più grande del mondo proprietà di Fondazione Tender To Nave Italia e battente bandiera della Marina Militare. Le campagne sono svolte a favore di ragazzi e adulti con disabilità cognitive, deficit sensoriali, malattie genetiche, disagio psichico e sociale. Quest’anno l’iniziativa ha meritato l’adesione del Presidente della Repubblica.
Poste Italiane ha inoltre dedicato un francobollo in tiratura speciale in concomitanza dei 30 anni dal varo della nave.
Salpata dal porto di La Spezia il 18 aprile scorso, dopo aver toccato, in circa 6 mesi di navigazione, i porti italiani di Genova, Savona, Livorno, Civitavecchia, Olbia e Cagliari, Nave Italia ha portato a bordo 23 tra associazioni ed enti no profit del terzo settore provenienti da tutta Italia e una dal Sudafrica, per un totale di 247 partecipanti e 108 accompagnatori.

Nel corso della campagna, sono stati ospitati enti diversi, tutti affiancati dal personale della Fondazione che ne cura i progetti, dalla genesi alla realizzazione. A bordo si vive e si opera fianco a fianco, attorniati dal mare e dal vento. Tutti, indistintamente, ciascuno con un ruolo preciso, marinai, ragazzi, accompagnatori. Si diventa tutti parte di uno stesso equipaggio, senza distinzioni tra chi sale a bordo per una settimana e chi ne fa parte in pianta stabile. Questo, e l’esposizione dei beneficiari a stimoli emotivamente molto forti, sempre in una cornice di massima sicurezza, è il segreto del “metodo Nave Italia” che, sotto la guida del personale scientifico della Fondazione e dell’equipaggio della Marina Militare, si è rivelato particolarmente efficace nel consentire a piccoli gruppi di persone in difficoltà di mettersi alla prova e sfruttare a pieno le proprie potenzialità, superando tutti quei pregiudizi che li accompagnano nella quotidianità.
“ Ci siamo sentiti dire – afferma il Direttore Scientifico Paolo Cornaglia Ferraris – “ Impossibile che un non vedente possa navigare su un veliero senza correre rischi”. “Irragionevole che un autistico sia improvvisamente inserito in spazi nuovi con persone che non conosce”. “Un ragazzo con grave epilessia non può nuotare in acqua alta”.

“Un ultraottantenne con diagnosi di demenza senile non può adattrsi a cabine piccole e scale ripide”. Buon senso – dicono – pregiudizi ragionevoli, largamente condivisi. Eppure, da 16 anni persone che vivono disabilità e disagio salgono su Nave Italia per ritrovare energie personali nascoste, liberarsi di preconcetti, uscire dalla prigione in cui vivono a causa del pregiudizio sociale. Chi pensava si trattasse di un sogno, s’è stupito di come la nostra squadra di psicologi, educatori, medici e pedagogisti, uniti
ad un formidabile equipaggio di professionisti della Marina Militare Italiana, riuscisse ad offrire a tutti la libertà di una straordinaria avventura sul mare. Uno strumento unico, un metodo riabilitativo collaudato da anni di esperienza e provata efficacia: un brigantino è diventato il luogo dove il “Metodo Nave Italia” rivela la propria forza, per la sua capacità di porre ogni persona di fronte ad un “cambio di rotta”. Non saranno mai più prigionieri del proprio disagio. Salendo a bordo, vivono un’avventura emozionante, coinvolgente, gioiosa, che li conduce ad una vita diversa da quella precedente, segnata da limiti che troppi credevano invalicabili”.
Tra i progetti che si sono susseguiti a bordo si segnala: a maggio “Il viaggio di ESPRIMO” promosso dall’Università degli Studi di Verona – Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento, rivolto a pazienti affetti da sclerosi multipla di età̀ compresa tra i 18 e i 45 anni e “GIRO DI BOA 2, Viaggio nell’immaginario”, proposto da ETS – Associazione Gemme Dormienti di Roma e destinato a 10 giovani pazienti che, a causa di terapie particolarmente aggressive, combattono contro l’impossibilità di avere figli.
A giugno tra i cinque progetti imbarcati si cita “È tempo di salpare 2”, promosso da AGOP – Associazione
Genitori Oncologia Pediatrica, che ha coinvolto pazienti tra i 12 e i 18 anni affetti da patologie onco ematologiche seguiti presso l’UOSD di Oncologia Pediatrica e Neurochirurgia Infantile della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma e il Centro di Proton Terapia di Trento; tra giugno e luglio, è stata la volta di “Academy to Italy!” progetto promosso da Il Royal Cape Yacht Club Sailing Academy di Città del Capo, con l’intento di avvicinare al mondo della vela studenti sudafricani di età compresa tra i 15 e i 23 anni, provenienti da comunità povere ed emarginate a causa delle conseguenze storiche dell’apartheid del paese.

Nel mese di luglio altre quattro associazioni sono salite a bordo con altrettanti progetti: in Sardegna il progetto “Diabete in navigazione: come la tecnologia può aiutare”, proposto dalle associazioni Diabete Zero ODV e JANASDIA ha visto la partecipazione straordinaria del Team di Luna Rossa, in cui un gruppo di diabetici tipo 1 insulino dipendenti, supportato da un team specialistico, ha affrontato la sfida di conciliare le tempistiche imposte dalla malattia con quelle della vita di bordo; sempre a luglio si segnala la seconda edizione de “La Nave dei Segni”, promosso dalla Fondazione La Casa delle Luci di Roma e rivolto a giovani tra i 20 e i 40 anni con disabilità che impediscono loro di esprimersi verbalmente e “Vela D’A-mare”, un laboratorio itinerante di arte contemporanea rivolto a ragazzi e bambini affetti da Esostosi Multiple e Morbo di Ollier, due malattie rare che ne limitano l’autonomia motoria.
La prima settimana di agosto è stata dedicata ai pazienti del Dipartimento di Oncoematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma con il progetto “A gonfie vele contro il cancro”; a settembre è stata la volta di “Seastyle”, il progetto musicale rivolto soggetti con bisogni educativi speciali (BES), con disabilità certificata o studenti in possesso di buone competenze specifiche di carattere artistico espressivo; da segnalare anche il progetto “Viaggio e Benessere nell’anziano fragile” promosso dall’Università degli Studi di Bergamo e l’Associazione Insieme a te, al secondo imbarco su Nave Italia, che intende valutare l’efficacia degli approcci educativo-esperienziali del viaggio, nelle persone anziane ed affette da demenza.
La stagione si è conclusa con i tre progetti di ottobre: “Navigare a Vista”, promosso dall’Istituto d’Istruzione Superiore Giovanni XXIII di Salerno, rivolto ad alunni del biennio di età compresa fra i 14 e i 16 anni con difficoltà di riadattamento alla vita scolastica; “Marinai con gli occhi stella 8 – integrazione tra Williams /Fratelli, Junior e Senior”, promosso dall’Associazione Italiana Sindrome di Williams ONLUS di Roma e rivolto ai giovani tra i 10 e i 40 anni, che pone attenzione anche alle esigenze dei fratelli di ragazzi affetti da Sindrome di Williams; per chiudere con il progetto “Autonomi” proposto dalla fondazione “il domani dell’autismo” della Spezia, rivolto a giovani di età compresa tra i 16 e i 40 anni con disturbo dello spettro autistico, con
l’obiettivo di accompagnarli in un percorso finalizzato all’indipendenza.


TENDER TO NAVE ITALIA
Fondazione Tender To Nave Italia ETS, ente senza scopo di lucro fondato nel 2007, promuove numerosi progetti di
solidarietà a favore di Associazioni non profit, Onlus, Scuole, Ospedali, Servizi sociali, Aziende pubbliche o private che
sostengono azioni inclusive verso i propri assistiti e le loro famiglie. Mission della fondazione è combattere ogni forma
di pregiudizio sulle disabilità e sul disagio sociale, abbattendo il muro dell’indifferenza e ponendosi al fianco di persone
fragili che, a causa di quel pregiudizio, rischiano di finire ai margini della comunità. Gli strumenti della Fondazione sono
progetti educativi e riabilitativi che vengono realizzati a bordo di un brigantino a vela battente bandiera della Marina
Militare, Nave Italia, seguendo una metodologia specifica: i protagonisti a bordo sono bambini, adolescenti e adulti con
disabilità, disagio psichico o disagio sociale e famigliare, che hanno ogni giorno grandi ostacoli da affrontare e che a
bordo riconquistano la fiducia in sé stessi, attraverso un’esperienza che unisce prossimità e gerarchia. Dal 2007 Nave
Italia ha imbarcato 7.355 persone tra passeggeri speciali, operatori e volontari dedicati e ha realizzato 359 progetti
cresciuti in questi anni, per numero e qualità, fornendo ai beneficiari percorsi formativi e riabilitativi unici.

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