Cecchi chiama all’azione sul Piano del Mare che marginalizza l’industria nautica

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Roma – Saverio Cecchi, presidente di Confindustria Nautica, si è detto sostanzialmente deluso dal “Piano del Mare” che “assegna all’industria della Nautica un ruolo marginale”.

Già il fatto che sia stata inserita nell’ambito “Turismo del mare” non tiene conto della forza occupazionale e del valore dell’export di un’industria che è prima al mondo e di una filiera turistica sempre più rilevante dell’incoming nazionale.

In Italia la filiera della nautica da diporto – ha ricordato Cecchi snocciolando i numeri – fa lavorare 200.000 persone, +8.800 nel solo 2022, lo scorso anno è arrivata a 3,7 mld euro di export (che è un record storico), si è confermata prima al mondo con il 51% della produzione globale di navi da diporto.

Ebbene, per Cecchi si vede passare all’attenzione e quindi all’azione ripartendo dalla composizione del board del Comitato per le politiche del mare (CIPOM), che sconta l’assenza appunto di competenze specifiche sull’industria nautica.

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