Caro carburante, dopo la denuncia del ministro Cingolani la Procura di Roma ha aperto un’indagine

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Roma – La denuncia del ministro della Transizione ecologica Cingolani ha cominciato ad avere i suoi effetti sia nella consapevolezza di una pesante speculazione che si è insinuata nella spirale del caro carburante con il prezzo del gasolio che ha superato il prezzo della benzina, sia infine nella magistratura inquirente.

Mentre, a parte episodi di Cagliari e di Potenza, oggi a prevalere è stata l’attesa per quanto avverrà domani nell’incontro degli autotrasportatori con il vice ministro Teresa Bellanova, le parole del ministro che ha parlato senza mezzi termini di una “colossale truffa” e comunque “alla luce dell’aumento del prezzo del gas, dell’energia elettrica e dei carburanti in genere” la svolta è venuta dalla Procura di Roma che ha aperto un fascicolo di indagine.

Si tratta di un procedimento penale che al momento contro ignoti, cioè senza indagati e senza ipotesi di reato, ma  comunque finalizzato ad avviare una verifica sulle “ragioni di tale aumento e individuare eventuali responsabili”, ha spiegato la stessa Procura della Repubblica di Roma. Gli accertamenti sono stati affidati al nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Roma.

La spirale al rialzo dei prezzi, si sa, è anche aggravata non solo dal cambio meno favorevole dollaro-euro ma anche dal peso delle accise e dell’iva che in Italia è elevato più di ogni altro Paese. Quindi imprese e famiglie sono finite tra l’incudine e il martello, cioè tra i guadagni a monte (dei petrolieri) e a valle (l’extragettito fiscale per l’erario), con un margine percentuale reale ma incognito di chi ne beneficia che è quello che ha indotto il ministro Cingolani  a denunciare  senza mezzi termini una “colossale truffa” in atto.

Non resta, a questo punto, che attendere l’esito dell’incontro di domani al ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile e le decisioni del consiglio dei ministri se deciderà di rinunciare ad incassare l’extra gettito per poi redistribuirlo o se rinunciare subito ad incassarlo  sommandolo ad altri provvedimenti di contenimento dei prezzi sui carburanti che si sono scoperti strategici, come sta accadendo anche con le materie di prima necessità come il grani e il mais per i quali siamo diventati in alte percentuali tributari dell’estero e con le navi provenienti dai granari d’Europa bloccate nel Mar Nero .

 

 

 

 

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