LA SPEZIA – In molti sognano di abbandonare una vita prigioniera della routine e ingrigita da ambienti e ritmi mai completamente assimilati, ma per Beppe, uomo di mezza età che si barcamena fra le delusioni e la perdita di ogni entusiasmo, la svolta arriva in modo inaspettato.
Quella che avrebbe dovuto essere una breve vacanza per staccare la spina, si trasforma nell’uscita di sicurezza dalla tragedia: mentre è sulla barca a vela presa a noleggio un olocausto nucleare che colpisce La Spezia, la città da cui ha preso il largo, l’Italia e chissà quali altri paesi. Scappare dalla catastrofe guardando in faccia l’ignoto diventa per il protagonista di “Bulesumme”, il romanzo d’esordio di Luigi Barbagelata (nella foto) pubblicato da De Ferrari Editore, l’occasione per spezzare le catene. Il mondo che conosceva non esiste più. ma il suo unico figlio, in vacanza a Filicudi, potrebbe essere salvo e Beppe – una sorta di Ulisse contemporaneo – parte alla sua ricerca navigando fra varie peripezie, pescando per sopravvivere e facendo inaspettati incontri. Si ritroverà a vivere nuova vita, appagante, ma che al contempo lo isola in una bolla parallela al disastro collettivo, in cui la dimensione umana sarà in primo piano: rinsalderà i rapporti con il figlio e ne stringerà di nuovi, fra amicizie e amori inattesi. Luigi Barbagelata è ingegnere e amministratore della Co.L.Mar. srl della Spezia, società di famiglia che opera nell’acustica subacquea e in questo suo romanzo d’esordio mescola la fuga, l’avventura, ma anche la formazione, i sentimenti, la scoperta. E non soltanto: profondamente legato al mare, in particolare alle isole del Mediterraneo dove pratica pesca subacquea e vela, l’autore richiama pagina dopo pagina queste sue passioni, tracciando un emozionante itinerario che dal Golfo dei Poeti arriva fino a Peristera, nel mar Egeo Settentrionale.
«“Bulesumme”, in dialetto genovese, è quel miscuglio di sporcizia e schiuma che ristagna nella risacca dopo una mareggiata, come le scorie che appesantiscono le esistenze di molte persone – spiega Barbagelata – ; il tema centrale del libro è il concetto di fuga intesa come utopia consolatoria. Utopia perché dai drammi della vita non esiste fuga, in quanto nella gran parte dei casi li portiamo dentro di noi; qui, invece, il dramma è collocato in un luogo fisico e non è impossibile allontanarsene. Così, l’illusione di poter prendere le distanze dal dolore scappando ha per l’autore un effetto consolatorio. Nel romanzo c’è anche un altro tema centrale, ben noto, ma sempre più urgente: la vita stressante e ripetitiva, che si contrappone a un’ideale esistenza più semplice e dai ritmi più blandi, la cui necessità si evidenzia sempre di più avvicinandosi alla natura. Il creato, con il suo fascino e le sue bellezze, ci rende consapevoli che spesso le ansie che popolano la nostra quotidianità non hanno senso. Con questo viaggio, Beppe viene riportato alle esigenze primarie e scopre a sorpresa che queste sono per lui la dimensione ideale, oltre che la via per uscire da una prigione fatta da consuetudini e doveri. Anche in questo senso il libro prova a diventare una consolazione, per tutti coloro che vorrebbero uscire dal “bulesumme” in cui sono immersi giorno dopo giorno».
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L’autore: Nato a Genova nel 1969 e residente alla Spezia, Luigi Barbagelata ha un diploma di maturità classica e una laurea in ingegneria meccanica. Sposato e padre di tre figli, lavora dal 1997 come amministratore della società di famiglia, la Co.L.Mar. srl della Spezia, occupandosi di acustica subacquea e intraprendendo frequenti trasferte all’estero. Anche le sue passioni sono legate al mare: la pesca subacquea, la vela e le isole del Mediterraneo. Già autore di pubblicazioni tecniche di settore, questo è il suo primo romanzo.
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La presentazione: la prima presentazione del romanzo si terrà venerdì 12 settembre alle 19 nella cornice del Groove Waterfront in Calata Paita alla Spezia; sarà presente l’autore, che dialogherà con la giornalista Chiara Tenca.




