Bruno Pisano: “Il Cad e il doganalista del futuro oltre al ruolo di anello della catena logistica”

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LERICI – Il Presidente nazionale dei Centri di Assistenza Doganale (Cad) nella seconda parte del suo intervento ha esortato ad andare oltre al ruolo storico dei doganalisti di anello della catena logistica.

di Bruno Pisano

 Non possiamo più essere, cioè, “solo” l’anello specializzato della catena logistica, perché quel ruolo, nel quale ci siamo identificati fino ad oggi e che ha rappresentato  l’ambito in cui si sono confrontate quasi esclusivamente le aziende del nostro settore, è diventato e lo diventerà sempre di più un campo di gioco nel quale sono scesi e stanno scendendo prevedibilmente in campo molti competitor, ai quali, almeno in alcuni casi, va riconosciuta una grande forza dal punto di vista commerciale, economico e anche professionale.

E’ lo scenario descritto che ci obbliga – a mio e non a solo a mio parere – ad individuare percorsi autonomi rispetto agli altri attori che compongono la catena logistica, con l’obiettivo primario di evitare di perdere quote di mercato.

Che è il rischio prevedibile come conseguenza della tendenza all’integrazione verticale che si sta diffondendo anche nei trasporti da parte di Società – di grande presenza, marchio e forza commerciale – che offrono l’espletamento dei servizi doganali conglobati in un unico “pacchetto” insieme a quelli del loro tradizionale core business.

Si tratta evidentemente di un confronto oggettivamente squilibrato rispetto a società di professionisti come le nostre, che per statuto possono gestire esclusivamente l’attività doganale.

Per cui ciò che sino a qualche anno fa era il nostro ambito protetto oggi rischia di diventare per noi un grande limite commerciale.

Il ripensamento della nostra professione non va interpretato alla stregua di un conflitto – che come detto sarebbe tra impari – ma come un arricchimento.

Senza dover rinnegare i percorsi seguiti negli ultimi anni, che ci hanno visto partecipare con grande soddisfazione ai tavoli del mondo della logistica, al quale riteniamo di aver dato impegno e contributo ricevendo in cambio supporto e condivisione, pensiamo che sia non solo opportuno ma anche e soprattutto doveroso da parte nostra costruire parallelamente progetti autonomi che permettano di valorizzare il ruolo di consulenti di impresa con i relativi servizi che esso comporta e richiede.

Tale ruolo, che molti dei nostri Associati hanno già sperimentato e sviluppato, rappresenta dunque, per tutti i motivi richiamati, la grande sfida per il futuro delle nostre aziende

Per fare vincere questa nuova sfida però non possiamo più limitarci alla sola conoscenza delle norme e procedure doganali ma dobbiamo avere una visione davvero ampia sulle logiche commerciali e logistiche che muovono il mercato globale nel cui ambito dobbiamo svolgere a 360 gradi il ruolo di esperti nelle materie e negli adempimenti connessi con gli scambi internazionali, a supporto delle aziende che – va ripetuto – hanno la stringente necessità di integrare – nelle loro procedure – semplificazioni ed opportunità che la normativa doganale mette a disposizione.

E’ su questa linea, su questo filo conduttore, ossia sull’analisi e sulla ridefinizione della nostra idea di Professionista in materia doganale del futuro, che abbiamo pensato di sviluppare questa giornata di aperto confronto e per decidere informati.

I relatori di questa mattina ci hanno illustrato come è cambiato il mondo tra regole e nuove sfide in scenari di crisi, ossia gli ambiti all’interno dei quali ci dobbiamo confrontare.

I relatori di questo pomeriggio illustreranno gli aspetti fondamentali su cui dovremo costruire la figura del doganalista del futuro.

Che sono:

  • Formazione e divulgazione
  • Delega da parte della pubblica amministrazione
  • Ampliamento delle competenze e dei servizi a livello europeo
  • Digitalizzazione

Formazione e divulgazione- In Italia deve crescere la cultura doganale delle aziende perché siamo indietro rispetto ad altri Paesi europei.

Questo è uno dei nostri compiti e dei nostri obiettivi e dobbiamo fare la nostra parte insieme all’Agenzia delle dogane e ai professionisti di settore.

Partendo da una consapevolezza: nessuno ha l’esclusiva della conoscenza doganale né dobbiamo temere di “farci rubare il mestiere”.

Solo gli operatori economici che hanno conoscenze doganali comprendono quali possono essere i loro problemi e si rivolgono a professionisti che li possano supportare per risolverli.

E quindi soltanto attraverso iniziative formative e divulgative è possibile comunicare al mondo delle imprese che esistono i CAD e i doganalisti.

Occorre quindi risolvere il problema di comunicazione che, nonostante sia diventato essenziale anzi vitale nella nostra società, ha afflitto la nostra categoria per tanti anni.

(2 – continua)

 

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