Milano – Continua il movimento degli azionisti di Ferretti Spa, il gruppo italiano degli yacht di lusso, sul quale si starebbe scatenando la battaglia per il rinnovo del cda (al momento a trazione cinese) nella prossima assemblea, che si terrà a maggio.
Movimenti che da giorni stanno diffondendo interesse sulla volontà di cambiare gli attuali assetti nel mondo economico e finanziario oltreché industriale, movimenti iniziati con la nota formale di Kkcg Maritime, società facente capo all’imprenditore ceco Karel Komárek, nota con la quale ha annunciato “il lancio di un’offerta pubblica di acquisto parziale volontaria avente a oggetto un massimo di 52.132.861 azioni di Ferretti S.p.A., con l’obiettivo di aumentare la propria partecipazione dal 14,5% al 29,9% del capitale sociale di Ferretti. Al completamento dell’offerta, Kkcg Maritime intende esercitare i diritti di voto, come incrementati a seguito dell’offerta pubblica di acquisto parziale volontaria, a sostegno dell’elezione dei candidati al Consiglio di Amministrazione che proporrà nel contesto della prossima assemblea degli azionisti di Ferretti”.
L’offerta non porterà comunque Kkcg Maritime a superare la soglia del 30% che farebbe sorgere l’obbligo di promuovere un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria, ai sensi della normativa italiana e di quella di Hong Kong.
Karel Komárek, fondatore e presidente di Kkcg, ha spiegato infatti che “l’offerta riflette l’ambizione di rafforzare il nostro investimento a lungo termine in Ferretti e di contribuirne alla crescita e allo sviluppo futuri. La nostra comprovata esperienza nella creazione di valore si basa su un approccio di investimento attivo, incentrato su una governance partecipativa, un team di gestione esperto e un impegno strategico a lungo termine: faremo leva sulla nostra esperienza consolidata per sostenere le opportunità di crescita organica e inorganica di Ferretti nell’attuale dinamica globale del settore”.
Come accennato nella nota l’iniziativa del fondo ceco va in parallelo a quella dell’azionista principale, Weichai Group, che dal 12 dicembre ha concluso una serie di acquisizioni che l’ha portata a superare il 38,2% del capitale, facendo guadagnare al titolo un 30% dall’inizio degli acquisti.
Aveva scritto Milano Finanza “che vi siano attriti tra l’azionista cinese e il management del gruppo, guidato dall’amministratore delegato Alberto Galassi, non è un mistero: la proprietà asiatica che soffre la marginalizzazione dei propri rappresentanti nei processi decisionali dell’azienda. A tal riguardo, nel 2025 il board ha già visto integrazioni e rimpasti, tra cui la nomina di Hao Qinggui come nuovo presidente (agosto 2025) e l’avvicendamento di alcuni consiglieri in sostituzione di membri dimissionari per sopraggiunti limiti di età”.
L’attuale cda del gruppo è formato da nove membri, di cui sei di espressione della proprietà asiatica. Gli altri membri del cda sono l’ad Galassi, l’amministratore e presidente non esecutivo Piero Ferrari e l’amministratore indipendente non esecutivo Stefano Dominicali.
Si ricorda che oltre a Kkcg, secondo azionista della compagine, rilevanti sono le quote degli italiani: l’imprenditore Danilo Iervolino con un 5,2%, Piero Ferrari con un 4,63% e la famiglia Bombassei con un 2%). C’è poi una ventina di fondi istituzionali che formano una quota aggregata del 14%. Tutti azionisti che potrebbero voler dire la loro ammesso che i cinesi non salgano prima sopra il 50%.
E intanto è arrivato un nuovo investitore. L’imprenditore kuwaitiano Bader Nasser Al-Kharafi, appartenente alla famiglia Al-Kharafi, ha infatti comprato una partecipazione del 3% in Ferretti Group. L’investimento, condotto tramite la holding Bnk, rientra nella più ampia strategia di quest’ultima, che punta a costruire un portafoglioglobale focalizzato su asset di prestigio e su aziende di elevata qualità, ben gestite e con forte potenziale di crescita.
Nella foto l’elegante cantiere Riva (Gruppo Ferretti) alla Spezia con affaccio sul Miglio Blu in Viale San Bartolomeo




