A “Un mare di Svizzera” sul Green Deal: il grande fallimento della politica comunitaria

Lugano – Green Deal europeo. Inspiegabile specie alla luce dei danni economici e produttivi che ha provocato? No.

Per Tito Tettamanti, storico fondatore del Gruppo Fidinam, la risposta è ben più semplice di quanto si pensi: all’origine del Green Deal è un puro patteggiamento politico che ha consentito a Ursula von der Leyen, di ottenere gli indispensabili voti degli ambientalisti, per diventare presidente della Commissione europea.

E sull’altare degli interessi politici – secondo Tettamanti – si è optato per strategie politiche improntate a utopie, ideologia, presunzione (non è certo l’Europa con la sua incidenza del 6% sull’inquinamento globale a poter risolvere il tema del riscaldamento globale) e la colpevolizzazione generalizzata degli operatori “chiamati a dimostrare con un paradosso di inversione dei termini del dibattito”.

E alla presa di posizione di Tettamanti hanno fatto eco Stefano Messina, Presidente di Assarmatori, pesantemente critico sull’applicazione della tassa europea ETS sulle emissioni, e Carlo Stagnaro, Direttore Ricerche e Studi dell’Istituto Bruno Leoni, che ha evidenziato una volta di più il paradosso delle regolamentazioni unilaterali definendo il Green Deal il grande fallimento dell’Europa.

Nella foto Stagnaro-Mancini-Messina-Vettosi 

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