Confcommercio e Terziario: un data base nazionale contro i contratti pirata

LA SPEZIA – Confcommercio e Ente bilaterale del terziario della Spezia stimano, per difetto, che siano attivi mille contratti irregolari nella provincia.

Il dato è emerso al convegno formativo “Ccnl Terziario e dumping contrattuale” in relazione alla reale applicazione del contratto collettivo nazionale soprattutto nelle stagioni turistiche.

“Nell’immediato c’è un maggior profitto legato ai minori costi salariali — spiegano Gianni Balducci e Giorgia Caporilli di Confcommercio —. Per stargli dietro e non perdere terreno, altre aziende rischiano di dover abbassare i propri profitti o essere tentate di dirottarsi su quel canale. Si crea così una concorrenza sleale che danneggia il mercato e che danneggia soprattutto i lavoratori che a seconda delle categorie subiscono perdite di 3.500 euro all’anno in media ma che possono arrivare anche a 5mila euro e persino gli 8mila euro.

Molti di questi contratti cancellano inoltre la quattordicesima e il welfare contrattuale che è anche usato da sostitutivo del salario che incide sulla contribuzione Inps e sulle tutele per disoccupazione, malattia, maternità e pensione.
Il contratto pirata è infine un serpente che divora se stesso: minori entrate nelle tasche delle famiglie provocano il calo dei consumi nel tessuto commerciale locale e danni agli stessi imprenditori che per un risparmio immediato perdono il diritto a incentivi e sgravi contributivi, ad accedere a finanziamenti pubblici e bandi d’appalto.
Tra i rimedi possibili l’introduzione di un obbligo di comunicazione del contratto applicato verso l’Inps e l’Ispettorato del lavoro per costruire un database.

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