Lerici scelta tra le dieci località italiane per celebrare San Francesco d’Assisi

 Lerici – Il Golfo dei Poeti a Lerici si è arricchito di una nuova opera d’arte: al termine della Santa Messa celebrata nei Giardini del lungomare è stato svelato il gruppo scultoreo “La danza della Rivelazione” alla presenza dell’artista argentina Vivianne Duchini, del sindaco di Lerici Marco Russo, delle autorità e del Presidente del Comitato Nazionale Davide Rondoni.

Durante la cerimonia di inaugurazione sono state lette alcune poesia da Yang Lin – che oggi riceverà il Premio LericiPea alla carriera 2026, il premio letterario per la poesia della cittdina ligure – e da Davide Rondoni.

L’opera, un monumentale bronzo di 1,80 × 4 × 2,20 metri, realizzata dalla Fonderia Art’ù di Gaetano Salmista, sarà posizionata permanentemente nella piazza che chiude la passeggiata a mare. La materia bronzea incontra una visione figurativa contemporanea per dare voce ai temi cari a Francesco d’Assisi, quali l’armonia con la natura, la fratellanza e la semplicità.

 

«Siamo onorati che Lerici sia stata scelta per ospitare una delle opere di questo importante percorso nazionale dedicato agli 800 anni dalla morte di San Francesco – commenta il sindaco Marco Russo –. La presenza permanente della scultura di Vivianne Duchini arricchisce il nostro patrimonio artistico e offre a cittadini e visitatori un nuovo punto di incontro tra arte, cultura e paesaggio. È significativo, inoltre, che un’opera ispirata ai valori della fraternità e del rapporto con la natura trovi casa proprio a Lerici, in un luogo dove il paesaggio e il mare sono parte integrante dell’identità della nostra comunità».

Come sottolinea il Presidente del Comitato Nazionale, Davide Rondoni: «È molto bello che proprio nel Golfo dei Poeti, nel luogo in cui vive e si realizza il Premio Lerici Pea, di cui anch’io faccio parte come membro della Giuria, nasca un Segno dedicato a colui che è stato il primo grande poeta del volgare italiano: San Francesco, poeta dell’uomo e di Dio. Ed è particolarmente significativo che ciò avvenga alla presenza di Yang Lian, Premio Lerici Pea “alla Carriera” 2026, nel segno di un dialogo tra poesia, spiritualità e cultura che attraversa il tempo e i confini».

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L’OPERA
Per Vivianne Duchini l’ispirazione dell’opera risiede in uno dei momenti fondamentali della svolta nella vita di Francesco: il ritorno dalla guerra e l’inizio della sua conversione. Duchini rievoca la narrazione iconografica di Giotto nel ciclo di affreschi della Basilica Superiore di Assisi, e in particolare la scena del Dono del mantello, richiamando il gesto simbolico in cui il giovane Francesco si spoglia del proprio abito e scende da cavallo per donarlo agli ultimi.

La scultura dà così forma a una rivelazione. Francesco appare già in saio, con il braccio levato in un gesto che sembra presagire il Cantico delle Creature. Accanto a lui, il cavallo si muove in una danza solenne e si piega in un inchino reverente: non è più uno strumento di scontro, ma una presenza trasfigurata.

«L’opera di Vivianne Duchini compie un cortocircuito temporale di rara intensità poetica: il cavallo, simbolo dell’ambizione mondana e dell’orgoglio cavalleresco della giovinezza di Francesco, non scompare con la conversione, ma diventa una presenza trasfigurata. Non vi è più dominio né guerra, ma un’armonia profonda in cui il passato guerriero del Santo si riconcilia con il presente divino e la forza terrena cede il passo alla grazia della fraternità universale», sottolinea Francesca Sacchi Tommasi, curatrice del progetto “Sculture – Nuovi Segni”.

IL PROGETTO SCULTURE – NUOVI SEGNI
Per celebrare l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta nel 1226, e tenere viva la sua eredità spirituale e culturale attraverso l’arte contemporanea, per tutto il 2026 si svolgerà “Sculture – Nuovi Segni”, un progetto di dieci sculture appositamente realizzate da altrettanti artisti e artiste italiani ed esteri, destinate alla collocazione permanente in dieci diverse città italiane.

A cura di Francesca Sacchi Tommasi di Etra Studio Tommasi, il progetto dà vita a un percorso scultoreo diffuso sul territorio nazionale, unico nel suo genere: 10 artisti per 10 città.

Patrocinato, sostenuto e finanziato dal Comitato Nazionale per la Celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226–2026), presieduto da Davide Rondoni, il progetto intende non solo onorare il passato, ma anche ispirare il presente.

In questo contesto, l’arte diviene un ponte tra storia e contemporaneità, trasmettendo alle nuove generazioni valori intramontabili quali la fratellanza, la povertà e il rispetto per il creato. La scelta di materiali tradizionali, abbinata a una visione figurativa moderna, sottolinea la connessione tra la tradizione scultorea e l’espressione artistica attuale.

Il percorso scultoreo ha già visto, nel mese di maggio, la collocazione a Celano (AQ) dell’opera monumentale in bronzo San Francesco riceve le stimmate di Marianna Costi. Una versione ridotta di 80 centimetri della scultura era stata precedentemente presentata in anteprima al Padiglione Italia dell’Expo di Osaka il 4 ottobre 2025, giorno della festa di San Francesco d’Assisi. Il 2 agosto scorso è stata invece collocata a Cortona (AR) l’opera di Ugo Riva.

Dopo Vivianne Duchini a Lerici sarà collocata l’opera di Giuliano Giuliani a San Severo (FG). Seguiranno quelle di Giovanni Balderi, Bertozzi & Casoni, Ettore Greco, Ernesto Lamagna, Elena Mutinelli e Nicola Samorì, che saranno ospitate nelle città di Ascoli Piceno, Capri (NA), Lampedusa (AG), Santa Maria di Leuca (LE), Frosinone e Rieti.

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BIO VIVIANNE DUCHINI
Vivianne Duchini è una scultrice animalista di fama internazionale, con all’attivo oltre 500 opere esposte in 40 mostre in tutto il mondo. Il suo tratto distintivo risiede nel rapporto profondo con i cavalli: fin da giovane ne osserva con attenzione gesti e movimenti per catturarne l’essenza e restituire ai suoi lavori una straordinaria vitalità.
Dal 1994 questa energia si concretizza anche in sculture monumentali di grande formato, oggi custodite in collezioni private e spazi pubblici a livello globale.
La sua produzione si inserisce nel solco della grande tradizione scultorea occidentale, radicata nelle tecniche classiche della fusione in bronzo che dalla Grecia antica giungono fino al Rinascimento. Il processo creativo è rigoroso e parte dallo schizzo iniziale e dalla modellazione in argilla, per poi proseguire attraverso la fusione a cera persa, l’assemblaggio, la cesellatura e l’applicazione finale della patina.

Negli ultimi anni l’artista ha affiancato alla maestria del bronzo la sperimentazione con nuovi materiali, come il vetro e il marmo, trasformando la materia in una presenza viva ed espressiva.

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