L’Accademia del Gusto commemora San Francesco con il Padre Guardiano Fra Almiro Modonesi

LA SPEZIA – Sobrietà, rispetto del creato, no spreco e condivisione: questi i temi centrali e ancora molto attuali del messaggio francescano sull’alimentazione focalizzati ieri sera dall’Accademia del Gusto.

Si è svolta infatti presso l’Antica Osteria Caran della Spezia, una significativa conviviale dell’Accademia del Gusto, organizzata dagli Accademici Luciana Vallarino e Pierangelo Devoto in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi (1126-2026).

L’incontro, tenutosi il venerdì di Quaresima, ha assunto un valore particolarmente intenso, coniugando riflessione spirituale, cultura gastronomica e convivialità. Ad introdurre la serata è stato il Presidente dell’Accademia del Gusto, Nicola Carozza, che ha delineato alcuni aspetti storici della vita di San Francesco, figlio di Pietro di Bernardone, ricco commerciante umbro che si è spogliato di tutto per condurre una vita cristiana di povertà. Carozza si è soffermato in particolare sul suo rapporto con il cibo, San Francesco era molto parco nel cibo, nonostante in gioventù avesse conosciuto lauti banchetti, amava i dolci e non disdegnava un bicchiere di vino. Il cibo era inteso non solo come nutrimento, ma come elemento di condivisione e semplicità.

Ospite d’onore della conviviale è stato Fra Almiro Modonesi, Padre Guardiano dei Frati Minori di Gaggiola, che ha offerto una profonda riflessione sul significato della Quaresima cristiana, invitando i presenti a riscoprire un approccio consapevole ed equilibrato al cibo, in linea con i valori francescani di sobrietà e gratitudine.

A seguire, l’accademica Luciana Vallarino ha illustrato le numerose attività caritative e benefiche portate avanti dai frati e dai volontari, sottolineando l’importanza della solidarietà e dell’impegno concreto verso chi si trova in difficoltà.

La serata è stata arricchita da un menu tematico ideato per l’occasione da Monica Guidi, patron dell’Antica Osteria Caran, che ha proposto una selezione di piatti della tradizione: antipasti a base di acciughe e torte d’erbi, mesciüa, fritto misto di paranza e acciughe, fino al dolce finale, il buccellato.

L’evento si è concluso in un clima di grande partecipazione e armonia, con un richiamo condiviso ai valori di convivialità e pace propri del messaggio francescano, suggellato dallo scambio degli auguri pasquali tra i numerosi accademici presenti.

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