Contributo sui pacchi: “Norma nociva per il mercato italiano, intervenga il Governo”

Roma – “Il provvedimento del Governo italiano che introduce un contributo di 2 euro per i pacchi di valore fino a 150 euro provenienti da Paesi terzi, per le modalità con cui è stato attuato, si sta rivelando una misura nociva per il mercato italiano. Una misura che danneggia direttamente gli operatori del trasporto e della logistica senza raggiungere gli obiettivi economici e fiscali perseguiti”.

Lo denunciano in una nota AICAI (Associazione Italiana dei Corrieri Aerei Internazionali) e FEDIT (Federazione Italiana Trasportatori), che insieme a Confetra hanno presentato un ricorso al Tar contro il provvedimento.

“Nel ricorso – continua la nota – abbiamo evidenziato le significative criticità che la misura presenta in termini di possibili contrarietà con il diritto comunitario, avendo caratteristiche che fanno assimilare il contributo più ad una tassa che ad un contributo ai costi del servizio compatibile con le regole del Codice Doganale Unionale (CDU). Come già segnalato dalla Commissione europea, in casi simili che coinvolgevano altri stati membri, ai sensi del CDU, le formalità e i controlli effettuati dalle autorità doganali sono, di norma gratuiti, e possono essere oggetto di contributo solo se soddisfano alcuni stringenti requisiti, per esempio con l’introduzione di un servizio addizionale rispetto a quello già prestato precedentemente, un meccanismo di revisione periodica e di adeguamento del diritto per riflettere i costi reali e la loro evoluzione, senza un recupero eccessivo dei costi. Criteri, questi, che riteniamo non soddisfatti dal contributo nella sua attuale formulazione”.

Inoltre, secondo AICAI e FEDIT,  l’introduzione  della misura contributiva così come concepita nell’arco di solo due giorni dall’adozione alla sua entrata in vigore, ha determinato due effetti negativi: “si è verificata, da un lato, una contrazione significativa dei traffici aerei cargo in importazione, a titolo di esempio una riduzione di oltre il 50% di traffico e-commerce a Malpensa, come rilevato da SEA, con 81 voli cargo cancellati, ed il  rapido spostamento dei luoghi di sdoganamento verso altri paesi dell’Unione Europea; dall’altro ha sostanzialmente  posto a carico degli operatori di trasporto l’onere contributivo non consentendogli tempo sufficiente per adeguare i propri  sistemi al fine di consentire la riscossione dai soggetti importatori”. 

AICAI e FEDIT, di concerto con Confetra, auspicano che il Governo apporti al più presto i correttivi già annunciati, “sospendendo – concludono – ’applicazione della misura fino alla sua revisione per renderla compatibile con le norme comunitarie e possibilmente adottata in tutti gli Stati Membri per evitare ulteriori distorsioni della concorrenza, oltre a quelle già generatesi ai danni di chi opera in Italia, garantendo condizioni di equa concorrenza nell’interesse di tutte le imprese italiane”.

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