“All’Ariston il punto più alto di un percorso nato alla Spezia con lo Special Festival”

Sanremo – La Spezia – Quando i sogni si avverano e si materializzano sul palco dell’Ariston in pieno Festival di Sanremo suscitando davanti alla RaiUno e poi sui social un arcobaleno di emozioni tra gli spezzini e ovviamente non solo.

di Giuseppe Cozzani

La seconda serata del Festival di Sanremo 2026 ha regalato uno dei momenti più intensi e simbolici dell’intera edizione. Sul palco del Teatro Ariston è salito il Coro ANFFAS La Spezia, portavoce di un progetto che intreccia musica, diritti e partecipazione sociale. Non è stata soltanto un’esibizione, ma una presa di posizione chiara contro i pregiudizi e a favore della piena cittadinanza delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neuro sviluppo.

Presentati da Carlo Conti, i coristi hanno fatto il loro ingresso con t-shirt rosse su cui campeggiava la scritta Siamo come te: un messaggio essenziale, diretto, immediatamente comprensibile. Con sicurezza e professionalità hanno occupato la scena, trasformando la scaletta in un’occasione concreta di visibilità per storie troppo spesso relegate ai margini.

La scelta del brano ha rafforzato il significato della performance. “Si può dare di più”, vincitrice del Festival di Sanremo con Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri, ha assunto nelle loro voci un valore rinnovato, quasi programmatico. A metà esibizione si è unita al gruppo Laura Pausini, che con emozione ha ricordato come chi crede nei sogni possa davvero realizzarli. L’entusiasmo dei ragazzi si è tradotto anche in una battuta spontanea — «Alla faccia dei leoni da tastiera, sul palco stasera con noi c’è Laura Pausini» — accolta da un lungo e caloroso applauso del pubblico.

L’approdo all’Ariston rappresenta il punto più alto di un percorso nato alla Spezia con lo Special Festival, ideato da Alessia Bonati (nella foto qui sopra con Carlo Conti) e Stefano De Martino e sviluppato sotto la direzione artistica di Beppe Stanco. Il progetto valorizza la creatività delle persone con disabilità intellettive attraverso duetti che affiancano un artista “big” a un artista speciale, coniugando qualità musicale e impegno civile.

La serata è stata anche un invito esplicito a superare paura e vergogna. Alle famiglie che temono l’esposizione pubblica dei propri cari per timore del giudizio si è ricordato che nascondere non protegge: limita invece le opportunità di crescita, relazione e riconoscimento. L’inclusione non è qualcosa da occultare, ma un diritto che arricchisce l’intera comunità.

Già l’11 novembre, durante la presentazione ufficiale dello Special Festival nella Sala Stampa di Montecitorio, Simone Bianchi aveva lanciato, insieme ai ragazzi del coro, un appello a Carlo Conti per ottenere uno spazio simbolico a Sanremo. La direzione artistica ha accolto quella richiesta, trasformandola in realtà. L’invito all’Ariston segna così il coronamento di un cammino che mette al centro talento, partecipazione e inclusione, dimostrando che la musica può essere, oltre che spettacolo, uno strumento concreto di cambiamento culturale.

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