Il contributo italiano alla futura Strategia Industriale Marittima Europea

Roma – Il contributo italiano alla futura Strategia Industriale Marittima Europea è stato presentato nell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, presenti Nello Musumeci, Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, e Carlo Fidanza, parlamentare europeo.

Strategia che la Commissione sta sviluppando, e che dovrebbe essere adottata entro il primo semestre di quest’anno, per rafforzare la competitività, la sostenibilità e la resilienza del settore manifatturiero marittimo dell’UE e della relativa catena del valore. Ciò contribuirà anche a rafforzare il settore europeo del trasporto marittimo e per vie navigabili interne. La strategia delineerà misure per accelerare la transizione, tra cui misure in materia di innovazione, investimenti e promozione di condizioni di parità a livello globale.

“Abbiamo uno zaino pieno di speranze e certezze; aver creato un polo di programmazione che tutti guardano ovvero il Piano del Mare; essere riusciti a fare della dimensione subacquea un ambito capace di attrarre l’attenzione del mondo civile e dell’industria”, ha affermato il Ministro Nello Musumeci. “L’Italia è pronta a fare la sua parte con quattro pilastri chiari: competitività nei settori ad alta complessità, sostegno al settore privato, transizione digitale e verde con tempi adeguati, sinergia con la difesa per rafforzare la dimensione subacquea”.

L’Ammiraglio Pierpaolo Ribuffo, Capo Dipartimento per le Politiche del Mare, ha presentato il contributo italiano, approvato dal Comitato interministeriale per le politiche del mare (CIPOM) e trasmesso alla Commissione europea, frutto di un intenso lavoro di coordinamento tra tutti i Ministeri competenti, espressione di un approccio sistemico e integrato che punta a rafforzare il ruolo dell’Italia nella definizione delle politiche marittime europee.

Dopo il video messaggio dell’On Antonella Sberna, Vicepresidente del PE, moderati da  Manuela Perrone, giornalista de Il Sole 24 Ore, sono intervenuti Biagio Mazzotta,  Presidente Assonave, Stefano Messina, Presidente Assarmatori, e Mario Zanetti, Presidente Confitarma e delegato Confindustria all’Economia del Mare.

Per Biagio Mazzotta, Presidente di Assonave il comparto marittimo sta vivendo una fase di profonda trasformazione, alimentata da nuove pressioni globali e da dinamiche geopolitiche e geoeconomiche. In questo scenario, il mare è tornato al centro dell’agenda strategica internazionale, rafforzando il dialogo tra cantieristica navale e istituzioni. La navalmeccanica è oggi riconosciuta come uno dei pilastri industriali dell’Europa e una componente essenziale per l’autonomia strategica del continente.

Per questo, è essenziale continuare ad investire nell’innovazione, digitalizzazione, transizione energetica e utilizzo di materiali innovativi con un’attenzione alla formazione continua del capitale umano. Infatti, a partire dal valore del capitale umano è possibile proiettare il settore verso un futuro in cui la navalmeccanica italiana, sempre di più, deve evolvere in un ecosistema integrato, capace di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e una forte collaborazione tra industria, ricerca e difesa

Il Presidente di Confitarma Mario Zanetti ha evidenziato, nel suo intervento, come “la decarbonizzazione sia un obiettivo condiviso e gli armatori stiano investendo in modo concreto, ma l’ETS applicato in modo regionale a un settore globale rischi di trasformarsi in un costo asimmetrico che penalizza la competitività europea senza ridurre realmente le emissioni: serve una strategia industriale credibile, coordinata a livello internazionale e con reinvestimento delle risorse nel settore”. Per questo – ha aggiunto – Confitarma condivide la richiesta di sospensione dell’ETS per il comparto marittimo, espressa dal Presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Relativamente al tema dei dazi come strumento di tutela industriale e riequilibrio commerciale, il Presidente Zanetti ha sottolineato che “in un comparto strutturalmente globale come quello marittimo, le restrizioni commerciali non rafforzano la filiera ma trasferiscono costi lungo tutta la catena del valore: la vera priorità è semplificare il quadro normativo e creare condizioni stabili e competitive per sostenere apertura commerciale e autonomia strategica”.

Fonte: Federazione del Mare

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