La piattaforma Maboqueiro costruita da Antonini per Azule Energy è arrivata in Angola

LA SPEZIA – E’ arrivata in Angola la piattaforma offshore costruita dal Gruppo Antonini nello stabilimento di Pertusola (Lerici) per Azule Energy (Eni-BP)

La piattaforma Off-Shore Maboqueiro, la più grande e pesante mai realizzata dal Gruppo era stata varata venerdì 22 novembre per essere destinata all’estrazione di gas dal giacimento Maboqueiro, in Angola.

L’imponente struttura è  un risultato straordinario per il Gruppo ed è chiamata a segnare il primo progetto EPC (Engineering, Procurement, Construction) eseguito per Azule Energy, società partecipata da ENI e uno dei principali attori nel settore Oil & Gas del Paese. Basti pensare che la complessità del progetto aveva richiesto 24 mesi di gara, viste le dimensioni delle costruzioni da eseguire e le numerose interfacce.
Al momento del varo Simone Antonini, CEO del Gruppo aveva spiegato: “Con il progetto Maboqueiro abbiamo raggiunto un traguardo che testimonia la capacità dell’azienda di affrontare sfide complesse e di portata globale. Questa piattaforma rappresenta non solo un record in termini di dimensioni e innovazione tecnologica, ma anche un esempio concreto della nostra abilità di integrare competenze ingegneristiche avanzate con un approccio sostenibile ed efficiente”.

Va ricordato che il Progetto Maboqueiro EPC è parte del Progetto Angola NGC (New Gas Consortium) destinato all’estrazione di gas condensato da due giacimenti chiamati Quiluma e Maboqueiro. Questi giacimenti sono caratterizzati da più strati contenenti gas e condensato, con un piano di sviluppo che prevede la realizzazione di due piattaforme, un nuovo impianto di ricezione e trattamento del gas a terra, e le condotte per il trasporto dei materiali estratti. L’avvio della produzione è previsto per il 2026, con una capacità stimata di 330 milioni di piedi cubi di gas al giorno, pari a circa 4 miliardi di metri cubi all’anno.

Vista da vicino, anzi da dentro, la piattaforma Maboqueiro  è composta da un jacket, l’equivalente di una struttura oceanica costruita con componenti tubolari in acciaio e ancorata al fondale marino con quattro pali di 88 metri di lunghezza, alla cui sommità si aggiunge un deck di tre piani della dimensione di 25×30 metri per un peso totale di 2.600 tonnellate, il più pesante mai realizzato dal Gruppo. La piattaforma ha una capacità di 6 slot per pozzi (4 operativi + 2 di riserva) e la pressione operativa del gas raggiungerà i 60 bar (durante la fase di esercizio).

Tra le particolarità spicca l’adozione di nuovo metodo per il sollevamento del jacket mai stato usato prima dal Gruppo. Grazie a un sistema progettato ad hoc, è stato infatti possibile montare le parti del jacket in uno spazio ridotto, superando una impegnativa sfida logistica. In più è stata operata la completa digitalizzazione di tutti i report di qualità, gestiti da un software chiamato CCMS.

Ora il Gruppo si prepara alla fiera OMC, dove farà il punto sui numerosi progetti  per il mercato dell’oil & gas che continua a vivere una fase di forte slancio nell’ambito del quale il Gruppo Antonini di La Spezia ha ottenuto una serie di importanti commesse a livello globale, che verranno presentate appunto alla Offshore Mediterranean Conference & Exhibition, fiera che si terrà dall’8 al 10 aprile 2025 a Ravenna.

Nella foto la piattaforma Maboqueiro costruita da Antonini per Azule Energy (Eni-Bp) arrivata in Angola al momento della sua partenza dallo stabilimento di Pertuola (Lerici)

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